IR(A)LANDA

di  Alessandra Fuoco e Demetra Ilaria Cuomo

Una cosa che molti non sanno è la denuncia fatta dal gruppo irlandese “The Cranberries” con la pubblicazione del loro singolo più conosciuto: Zombie. La canzone, pubblicata il 12 settembre 1994, racconta della situazione dell’Irlanda del Nord in quegli anni, più precisamente della rivolta di Pasqua del 1913, ma  sono presenti anche dei riferimenti alla Bloody Sunday, denunciata poi nella canzone Sunday Bloody Sunday del gruppo irlandese degli U2. 

“It’s the same old theme
Since nineteen-sixteen
In your head, in your head, they’re still fighting
With their tanks, and their bombs
And their bombs, and their guns
In your head, in your head, they are dying”

La canzone è stata scritta dalla cantante del gruppo Dolores O’Riordan  in memoria di due ragazzi: Jonathan Ball e Tim Parry morti  a causa l’attentato a Warrington per mano dell’IRA (Irish Republican Army) iIl 20 Marzo 1993. In questo giorno vennero fatte esplodere due bombe nel pieno centro della cittadina che era affollatissima per festeggiare la festa della mamma. I feriti furono più di trenta e pare che l’attentato sia stato una vendetta da parte dell’IRA dopo che due uomini erano stati arrestati dopo l’attentato del 24 Aprile 1993 a Londra. 

Grazie dal suo ritmo incalzante e alle parole forti usate dalla cantante, Zombie è presto diventata una delle canzoni  più popolari e importanti che denunciano la guerra e la violenza. 

Come citata in precedenza, anche Sunday Bloody Sunday è una delle canzoni di denuncia sulla situazione dell’Irlanda in questo secolo. In questa canzone scritta da Bono Vox, cantante della band degli U2, si parla della Domenica di Sangue del 30 Gennaio del 1972, quando il Reggimento di Paracadutisti dell’esercito britannico attaccò la folla della cittadina nordirlandese di Derry che manifestava per i diritti civili. 

And the battle’s just begun
There’s many lost, but tell me who has won
The trench is dug within our hearts
And mothers, children, brothers, sisters torn apart”

A causa di questo attacco persero la vita tredici persone e altre tredici rimasero gravemente ferite. Dopo la strage venne aperta un’inchiesta per valutare i fatti della Bloody Sunday, che però non comminò alcuna condanna, al contrario la tesi difensiva dei paracadutisti venne accolta: i militari avevano solo risposto al fuoco. La sentenza era stata pronunciata, ma delle persone erano comunque morte.

In memoria di:

John Duddy, diciassette anni;

Patrick Joseph Doherty, trentatré anni;

Bernard McGuigan, quarantuno anni;

Hugh Pious Gilmour, diciassette anni;

Kevin McElhinney, diciassette anni;

Michael Gerald Kelly, diciassette anni;

John Pius Young, diciassette anni;

William Noel Nash, diciannove anni;

Michael M. McDaid, venti anni;
James Joseph Wray, ventidue anni;

Gerald Donaghy, diciassette anni;

Gerald McKinney, trentaquattro anni;

William Anthony McKinney, ventisette anni;

John Johnston, cinquantanove anni.

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