STUDENTE [stu – dèn – te] sing. m. (f. – tessa):essere apparentemente privo di vita sociale il cui unico scopo è piangersi addosso

Un articolo molto serio di

Alice Liistro, Rebecca Carducci e Demetra Cuomo

Studente [stu – dèn – te] sing. m. (f. – tessa): Essere apparentemente privo di vita sociale il cui unico scopo è piangersi addosso.

Questa è la visione distorta che gli adulti hanno di noi, ma possiamo dimostrarvi che non è sempre così. Ormai il nostro viaggio all’interno del Ginnasio sta per concludersi (se tutto va bene), ma, prima di separarci da questa parte del nostro percorso scolastico e di vita, volevamo lasciare ai futuri ginnasiali la nostra esperienza (anche perché quando arriveremo al Liceo non avremo il tempo per farlo…).

Iniziare non è mai facile, soprattutto quando ti ritrovi in un mondo nuovo, senza conoscere nessuno e ritrovandoti faccia a faccia con materie nuove, ma questa scuola offre varie possibilità per socializzare e trovare il proprio posto all’interno di essa. Noi l’abbiamo trovato nella Redazione del giornale scolastico, gestita dalla prof Rossi, in particolare in quest’ultimo anno del biennio con l’arrivo della giornalista Angela Iantosca che ci ha introdotto nel mondo del giornalismo, lasciandoci gestire quasi autonomamente un’intervista, e facendo venir fuori il giornalista che è in noi.

Certo, il giornale è stato utile, ma la vita da ‘quartino’ rimane sempre la stessa e il tragico primo giorno riappare ogni notte (ricordatevelo!), appena si chiudono gli occhi: e allora il ricordo è lì che ti assale e non puoi dimenticare quando in Auditorium hanno chiamato i nostri nomi al microfono e abbiamo fatto la ‘scalinata della vergogna’, credendo di avere gli occhi di tutti puntati addosso – anche se in realtà non interessavamo a nessuno (ricordate anche questo!) -, ma anche quando in classe ci si è dovuti presentare.

Ma tranquilli, dopo un paio di settimane sembra di potersi integrare nella vita scolastica e si arriva addirittura a realizzare che quelle materie che terrorizzano solo a sentirle nominare, in realtà sono effettivamente peggio!

Ma veniamo alla vita sociale: il nostro sabato sera non ce lo leva nessuno (o quasi). Si narra che uno studente, anni orsono, sia riuscito addirittura ad uscire un leggendario mercoledì sera (di luglio)! Ma non vi preoccupate, valgono come vita sociale anche le prime seratine romantiche col Rocci o col GI (se sei una bestia di Satana).

Comunque la vita va avanti, ci si abitua alla nuova routine, alla media altalenante e alle prime notti insonni. Inoltre è bello pensare che questi due anni che ci sono sembrati così faticosi non sono niente in confronto ai prossimi tre, perché i liceali, che a noi sembravano tanto sereni, in realtà hanno, oltre al peso dello studio, anche lo stress dell’alternanza scuola-lavoro e dei crediti da acquisire.  Alla fine dei conti siamo convinti che il Ginnasio ci mancherà.

Ma ora poniamo una domanda a chi frequenta il Liceo: CHI CI PASSA LA TESINA?

Bando alle ciance, in questi due anni ci siamo divertiti (nota al lettore: quest’ultima frase è a libera interpretazione).

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