SILENZIO

di Ludovica Coiro

Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai tra le aule del liceo classico Dante Alighieri, non a caso. Tante di quelle cose da fare, tanto quello che abbiamo imparato con lo zaino pesante in spalla e i versi di Virgilio tra le mani, esplorando parti di noi stessi che prima non conoscevamo. Una parola potrebbe racchiudere l’intero percorso di quest’anno: determinazione. La forza che ha permesso di affrontare nove mesi di puro stress, mentre il bilinguismo italiano- inglese si consolidava nella nostra quotidianità e nuove amicizie si sono formate. La determinazione che mi ha permesso di scrivere questo breve pensiero in quindici minuti, quella che mi ha fatto mantenere il sorriso nei momenti di difficoltà, quella che non mi ha abbandonato mai. Materie sconosciute, corsi interessanti, conoscenze ampliate, riflessioni inaspettate, delusioni profonde, crescita. Sono accaduti così tanti eventi da non essere elencati tutti in questo misero articolo, gioie e dolori, pianti e sorrisi ma soprattutto una nuova me.

La scrittura è stata una mia fedele compagna di viaggio, e dovrò ringraziare il mio splendido taccuino su cui ho annotato pensieri ma anche questa piccola redazione che mi ha fatto crescere, incoraggiandomi ad esplorare temi mai affrontati e a fare i conti con situazioni spiacevoli che appartengono a questa provincia.  Mi sono resa conto di quanto la nostra società sia coperta da una fitta foschia che ci impedisce di vedere la realtà per quella che è ed evita di farci agire per creare il mondo in cui noi desideriamo vivere. I pregiudizi ci logorano, l’indifferenza ci pugnala, mentre siamo costretti a fuggire dall’illusione che ci circonda. Apriamo finalmente gli occhi davanti alle imperfezioni della nostra società e rendiamole particolarità, caratteristiche che ci differenziano ma non ci soffocano. Facciamo la stessa cosa con noi stessi, trasformiamo i nostri difetti in punti di forza, come ho imparato a fare durante questo faticoso primo liceo. Andiamo oltre la nostra comfort-zone, iniziamo a prendere parte al cambiamento, finiamola di essere trasparenti e lasciare che il mondo vada a rotoli perché “tanto non ci riguarda direttamente”.

Non credo di essere in grado di dire se abbia ricevuto da questo percorso più di quanto abbia dato io, ma sono sicura che se tornassi indietro non cambierei nulla, a partire dall’iscrizione a questo progetto, sebbene mi abbia impegnato più di quanto pensassi e mi abbia portato via molta energia. Non sono brava con le parole e probabilmente non lo sarò mai, semplicemente mi diverto a fare vuote metafore retoriche ma quanto a concretezza sono messa parecchio male; perciò non so come fare i ringraziamenti, né sono così estroversa da mostrare la mia gratitudine, ma come amo dire, il silenzio vale più di mille parole.

Vorrei concludere questo breve pensiero con una frase che ha segnato il mio 2018, che racchiude ciò che desidero comunicare agli altri come me, i sognatori.

don’t let anyone make you feel you don’t deserve what you want”. (10 things I hate about you, 1999)

“non lasciare che nessuno ti faccia credere che non meriti ciò che desideri”.

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