DIPRO, UN RAGAZZO DA SCOPRIRE

di Lorenzo Sciscione

Al Liceo Classico ‘’Dante Alighieri’’, durante la mia ora di geo-storia, nella sua classe, mentre qualcuno osservava incuriosito, ho intervistato Matteo Di Prospero, un cestista che gioca nel N.B. Sora 2000 64 e qualche volta entra in campo anche con il Latina Basket nel ruolo di guardia. Per me è stata un’emozione collaborare con lui, anche perché mi ha fatto ricordare tutto il mio ciclo da cestista: da quando ho iniziato poiché avevo le gambe storte, al mio primo punto, alla mia prima partita vinta, all’odore non molto ‘’fresco’’ dello spogliatoio, alla puzza del pallone sporco, alla mia prima partita di NBA vista in TV, al mio primo fallo tecnico e infine al mio addio alla pallacanestro per lo studio.

Cosa ti ha colpito del mondo della pallacanestro?

«Della pallacanestro mi piace molto la disciplina e per me è uno sfogo».

Chi ti ha invogliato a scegliere questo sport?

«Una persona che mi ha invogliato ad iniziare è stata la maestra che aveva notato le mie gambe storte e mio padre, che era un allenatore di mini-basket e in passato mi allenavo con lui».

Cosa significa tenere in gioco sia allenamenti che studio, visto che sei in terzo liceo e sei prossimo alla maturità?

«Mi impegno molto ma ho poco tempo, massimo un’ora e mezza ma riesco a mantenere una media dell’otto. La pallacanestro mi aiuta nelle materie di ragionamento come matematica e geometria».

Se un giorno una squadra del nord-italia ti dovesse chiamare, saresti pronto a lasciare la tua famiglia e gli amici?

«In passato ho avuto l’occasione di andare a giocare nel Nord-Italia. Adesso sto in Serie B con la squadra N.B. Sora 2000 64 dove gioco quasi una partita intera e sono molto soddisfatto. A Latina mi trovo bene, anche se gioco di meno rispetto all’altra categoria».

Chi è il tuo idolo?

«I miei idoli sono due. Uno straniero, Lebron James, e l’italiano Marco Belinelli».

Qual è il tuo sogno?

«Il mio sogno è diventare un giocatore della nazionale».

Hai un rito scaramantico?

«Sì, ho dei riti scaramantici. Prima di tutto, visto che gioco di sera, prima dormo sempre un’ora precisa. Un altro mio rito è quello di preparare il borsone sempre con le stesse cose. Metto sempre gli stessi calzini bianchi o neri della Nike abbinati al stesso colore degli scaldamuscoli».

Come sei arrivato al Sora?

«Ho pensato molto con mio padre e praticamente volevo fare un’esperienza di Campionato Senior nel quale giocare tanti minuti e comprendere come ci si senta ad avere una responsabilità rispetto ad un pubblico molto più grande, non ristretto solo ai genitori e amici. Ci sono arrivato anche grazie al mio vecchio allenatore, Leonardo Ortenzi, che ha creduto in me fin dall’ under 15 e mi ha voluto con me in questo percorso».

Quale è stata la tua prima squadra di basket?

«La prima volta ho giocato vicino casa mia, allo Studio Sport fino ai 10 anni poi sono andato allo SMG e ancora dopo alla Benacquista Assicurazioni, a 15 anni».

Prima di una partita, mangi?

«Fino a un po’ di tempo fa prendevo il thè con i biscotti, avevo questa fissa, che ora ho eliminato; consumo, comunque, qualche cibo ma non ripeto mai la stessa alimentazione».

Hai una materia preferita a scuola?

«Sicuramente educazione fisica, ma anche italiano».

Dopo il diploma cosa vorresti fare?

«Il 19 ho fatto il test alla Luiss, spero di studiare giurisprudenza e sono indeciso tra l’intraprendere la carriera da magistrato o da questore».

È tua intenzione continuare la carriera da cestista?

«Sì, è il mio primo sogno».

Che sport segui dopo la pallacanestro?

«Oltre al basket, seguo molto il  calcio, sono della Roma, e ad ogni partita mi metto sul divano con la sciarpa pronto a tifare “la magica”. Seguo poco la pallavolo, ma uno sport che mi interessa molto è il tennis dove il mio giocatore preferito è Nadal».

Hai hobby?

Si, mi piace molto scrivere poesie e lettere che però tengo per me».

 

Dopo queste risposte, mi sono posto un paio di domande e ho anche delle risposte: ho capito che devo ricominciare a praticare la mia passione e non vedo l’ora che sia estate per giocare al campetto con i miei amici. Questa intervista per me è stata molto importante, poiché mi sono venuti in mente tutti i miei ricordi di quando ero bambino.

Grazie, Matteo per avermi fatto sognare!

MATTEO

Carta di identità

Nome: Matteo

Cognome: Di Prospero

Età: 19

Altezza: 186 cm

Peso: 80 kg

Numero di piede: 45

 

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