ISLANDA 1, DIPENDENZA DA DROGA E ALCOL 0

di Ludovica Coiro

Il problema dell’eccessivo utilizzo di alcol e droga da parte dei giovani ha sempre attanagliato la società e ha provocato migliaia di decessi in età adolescenziale, a causa della pubblicità, della estrema facilità di reperire e procurarsi queste sostanze, dell’inconsapevole utilizzo di queste. Varie iniziative sono state intraprese a favore della limitazione dell’utilizzo di queste sostanze dannose da parte della fascia giovanile, tra queste spicca quella adottata dal governo islandese. Infatti, si è finalmente concluso il programma di lotta contro l’abuso di alcol e droghe in Islanda, chiamato Youth in Iceland, iniziato nel 1997. Questo programma è stato adottato dal governo islandese in seguito ad una ricerca sull’utilizzo di alcol e sostanze stupefacenti nella quale emerge l’elevato tasso degli adolescenti coinvolti in questo fenomeno. Questa percentuale (48%) aveva conferito a questo Stato il record europeo del consumo eccessivo di alcol da parte dei suoi giovani, così il governo decise di intraprendere questo percorso ventennale ispirato agli studi dello psicologo statunitense Harvey Milkman.

Questo studioso, infatti, proseguendo le sue ricerche nel 1992 in Islanda, somministrò a tutti gli adolescenti un questionario in cui venivano poste domande come Bevi alcolici?”, “Ti sei mai ubriacato?”, “Hai mai fumato?”, “Quanto tempo trascorri con i tuoi genitori?”, “Svolgi attività?” affinché si potesse avere un quadro generale della situazione in corso. Dai risultati di questa indagine risultò che non solamente il 25% dei testati afferma di fumare quotidianamente, ma soprattutto che coloro che praticavano sport o attività mostravano buon rapporto con la famiglia e non sembravano inclini all’abuso di alcol e droghe. In seguito a questo esito e alle risposte date, si promosse e mise in atto questa iniziativa che si sviluppava in diversi punti fondamentali. Il primo passo è stato sicuramente rimuovere la pubblicità di queste sostanze affiancato dal provvedimento secondo il quale  i minori di 18 anni non potevano più comprare sigarette e chi non aveva 20 anni non poteva acquistare alcolici. Oltre a queste disposizioni prettamente governative, i giovani tra i 13 ai 16 anni erano costretti sia a tornare a casa alle 22, causa l’istituzione di un coprifuoco nazionale, sia a svolgere diverse attività sia scolastiche che extra. Con l’avvio di queste attività, si insiste sulla convinzione di far conoscere ai giovani  non solamente le conseguenze dell’abuso di queste sostanze, ma soprattutto di poter impiegare il loro tempo in altre cose molto più utili, “sballandosi” senza danneggiarsi. Infatti questa iniziativa aspirava a coinvolgere ragazzi in attività che avrebbero garantito la loro salute psico-fisica, che precedentemente cercavano nell’uso di alcol e droghe. A questo proposito Milkman ha spiegato: “Non abbiamo detto a questi ragazzi ‘Siete in terapia’. Abbiamo detto loro ‘Vi insegneremo quello che volete’: musica, danza, arti marziali, dipingere”.

Il programma appena illustrato si è concluso apportando diversi risultati positivi e ha dato prova in modo esorbitante dell’efficienza di questa politica dura e restrittiva. Basandoci sulle percentuali infatti ritroviamo che quella di teenager islandesi che si ubriacano è passata dal 48% del 1998 al 5% del 2016. Inoltre il numero di giovani impegnato in attività sportive è raddoppiato e  anche il tempo passato in famiglia ha giocato un ruolo cruciale. Così facendo la percentuale di coloro che abusavano di alcol e droghe è calato drasticamente. Concludendo, l’Islanda si è nuovamente dimostrata uno dei Paesi più avanzati e quello che tuttora ha sviluppato il migliore e il più efficiente programma contro l’abuso di sostanze dannose. Da “Paese europeo con più alto tasso di giovani che fanno uso di alcol e droghe  nei giovani “ adesso è classificato come “il Paese più salutista al mondo”.

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