CHAOS

di Alice Listo e Chiara Martufi
Ci siamo chiesti tutti almeno una volta da cosa siamo nati, o meglio da cosa sia nata l’umanità o la terra che popoliamo, lo abbiamo chiesto ai nostri genitori quando eravamo piccoli e abbiamo continuato a chiedercelo quando eravamo nel pieno delle nostre capacità mentali.
Beh, non siamo gli unici ad esserci fatti questa domanda, anche gli antichi Greci lo hanno fatto e quale miglior modo che non farne l’ennesimo mito?
In principio c’era il Caos, esso era un insieme indefinibile di cielo, mare e terra, una divinità simile a quelle che siamo abituati ad immaginare e che generò a sua volta altri dèi misteriosi e capricciosi.
Nacque per primo il Fato, sappiamo tutti cos’è il Fato ma forse non abbiamo la stessa visione dei Greci. Come per noi, per loro il Fato o Destino era alquanto ostile ma talvolta benigno; esso era incontrastabile e talmente potente da far spavento a tutti gli altri dèi.
Poi nacque l’Erebo, un abisso tenebroso senza fondo e fratello della Notte buia e misteriosa (come si presenta a noi tuttora); essa permetteva il riposo degli uomini fino all’invenzione delle sveglie (e di Netflix). Ma al di là di tutto questa era anche amica dell’ uomo poiché portava buoni consigli.
Dopodiché ci fu il Tartaro, luogo inteso come la realtà tenebrosa e sotterranea che dovrebbe indicare il confine del mondo.
Ed ecco Eros, il più amato di tutti (dovremmo sostituire infatti San Valentino con la commemorazione di Eros)! Come è ovvio che sia, egli era l’Amore.
Poi nacque Urano, lo stesso cielo che spesso ci fermiamo ad ammirare e che rappresenta per noi l’irraggiungibile.
Infine nacque Gea, la terra che ha reso possibile la nostra presenza qui a raccontare questa storia.
Forse questo racconto non è plausibile, ma ammettiamolo, immaginarsi la nascita della Terra così è alquanto bello e poi chi lo sa…potremmo essere stati noi a sbagliare tutto, anche se…abbiamo qualche dubbio, ma non vogliamo discutere di questo. I Greci hanno dato la loro risposta, noi la nostra.

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