ESSERE UNO STUDENTE

di Ludovica Coiro

Sentiamo sempre da tutte le parti parlare della scuola in tutti i suoi aspetti:  gli indirizzi, la scuola italiana, le scuole straniere, ma nessuno si interessa veramente di come effettivamente sia essere uno studente. Si collega immediatamente al concetto di scuola, quello dello studio e ci fermiamo solamente a ritenere la scuola come centro di formazione intellettuale, piuttosto che una opportunità per conoscere se stessi. La scuola, ultimamente, è sempre più percepita dagli studenti come esclusivamente sotto il punto di vista didattico invece di analizzarne tutte le sfaccettature, includendo anche l’aspetto psicologico e sociale. Quindi, che significa essere uno studente?

Già la scelta della scuola superiore ci impone di confrontarci per la prima volta con noi stessi ed ascoltarci il più possibile, scegliere non è mai semplice, sei sempre consapevole che qualcosa si perde comunque, ma bisogna valutare ciò che ti peserebbe meno perdere. Il percorso di studi non ti permette solo di approfondire gli argomenti che più ti interessano, ma ti fornisce gli strumenti per creare la tua personalità e la persona che sarai in futuro. Ma oltre i libri, oltre le verifiche, oltre ampliare la tua conoscenza, la scuola è prima di tutto uno spazio comune, e in quanto istituzione pubblica è un luogo dove scambiare opinioni e confrontarsi. L’istituto scolastico è uno specchio di ciò che è realmente la vita fuori dalle quattro mura; bisogna interagire con gli altri compagni, si sviluppano legami, si impara a vivere in comunità e come adattare il proprio carattere o la propria personalità alle varie circostanze che si presentano.

Essere uno studente è a tutti gli effetti una sfida affinché si possano trovare le giuste dinamiche per regolare la propria vita in funzione del contesto. Se ci pensiamo bene, effettivamente, imparare la formula dell’accelerazione, oppure come si costruiscono impianti per l’industria non saranno di fondamentale importanza nella nostra vita futura. In realtà, come afferma Robert Maynard Hutchins,   “lo scopo della scuola è quello di formare i giovani ad educare se stessi per tutta la vita”, non semplicemente di bombardarli di nozioni su nozioni, ma di dare i mezzi necessari a coloro che si sono appena affacciati al mondo di interpretare questi concetti e farli propri, indipendentemente se si è d’accordo o meno. Se, poi,  il nostro pensiero non è conforme a quello che impariamo, anche questi ci porta dei vantaggi, poiché delinea uno spirito critico e “apre” la nostra mente a tesi differenti dalle nostre. Inutile ribadire che la scuola ha il compito di fornire in primis la capacità di risolvere problemi e quell’atteggiamento adeguato ad affrontare le situazioni.

Nonostante l’importanza dell’essere studente sia sottovalutata, in realtà, è proprio durante il periodo di apprendimento che noi permettiamo che la nostra personalità venga costituita su basi solide. Gli stessi voti assegnati dopo un compito in classe sono di estrema rilevanza, poiché ti permettono di confrontarti con una situazione che può essere sfavorevole per mostrare la tua determinazione a far vedere quanto vali. L’essere studente, inoltre, non è solamente dentro l’istituzione concreta, bensì è anche fuori. Per esempio come organizzare i tuoi impegni in accordo con i compiti assegnati potrebbe significare in un futuro ordinare propriamente il tempo a disposizione nelle relazioni interpersonali.

Anche se la scuola italiana è ancora “indietro” su questa visione degli studenti, incentivare questa istituzione sotto questo punto di vista significherebbe migliorare il comportamento sociale: vi sarebbe più correttezza, più sensibilità nei confronti del prossimo, più educazione, ed anche minore criminalità. I giovani di oggi sono gli adulti di domani, e saranno quelle persone che andranno a rivestire importanti cariche che influenzeranno il futuro di un Paese  in base a come useranno cuore e  cervello.

Per concludere, la scuola dovrebbe rappresentare un piacere, piuttosto che un dovere ma soprattutto dovrebbe essere più valorizzata perché, come dice un proverbio tedesco , “Coloro che si perdono sulla strada per la scuola non potranno mai trovare la loro strada attraverso la vita.”

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