BITCOIN: QUESTO SCONOSCIUTO!

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di Antonio De Angelis e Pietro Iaione

Il Bitcoin è una moneta che non fa uso di un ente centrale né di meccanismi finanziari sofisticati, il valore è determinato dalla leva domanda e offerta, che consiste in un modello matematico di determinazione del prezzo nell’ ambito del mercato. La rete Bitcoin consente il possesso e il trasferimento anonimo delle monete, sotto forma di “portafoglio digitale”, o mantenute presso terze parti che svolgono funzioni simili a una banca; questi possono essere trasferiti attraverso  Internet verso chiunque disponga di un indirizzo apposito. Il Bitcoin è nato nel 2009 dalla mente di un utente sconosciuto, noto con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. Sulla sua identità, nel corso degli anni, si sono elaborate numerose teorie le quali però sono spesso prive di fondamenta valide. Il controvalore totale dell’economia Bitcoin, calcolato a dicembre 2012, era di circa 140 milioni di dollari statunitensi, in aprile 2013 1,4 miliardi di dollari statunitensi, nel novembre 2013 il controvalore salì ancora a più di 6 miliardi di dollari statunitensi. L’economia basata sui Bitcoin è ancora molto piccola, se paragonata a economie stabilite da lungo tempo, e il software è ancora in uno stato di beta release, ovvero in uno stato ancora “di bozza”, tuttavia sono già stati commercializzati in Bitcoin merci e servizi reali quali, ad esempio, automobili usate, ma anche pagamenti  di tasse universitarie, servizi pubblici quali trasporti e sanità. Per quanto concerne la legalità, nessun governo nel mondo ha dichiarato illegale tale moneta. Estrarre, conservare, fare forex (ossia scambio di valuta estera), inviare, ricevere, scambiare Bitcoin per beni fisici o virtuali è legale a prescindere dalla clandestinità dei mercati in cui si opera. La sicurezza del Bitcoin si basa sul trasferimento di valuta tra conti pubblici, usando crittografia a chiave pubblica. Tutte le transazioni sono pubbliche e memorizzate in un database distribuito che viene utilizzato per confermarle e impedire la possibilità di spendere due volte la stessa moneta. Detto questo, come si acquistano i Bitcoin? Principalmente attraverso dei siti appositi, differenti in ogni stato del mondo, come Bitstamp, oppure facendo il cosiddetto “mining”, ovvero facendo eseguire dei calcoli matematici al processore del proprio computer. Procedura che, oltre a diventare sempre più complicata col passare del tempo, richiede anche un computer che abbia un’elevata potenza di calcolo. Sul mercato si possono trovare dei computer creati appositamente per questo. I trasferimenti sono definiti come un cambio di proprietà della valuta, e vengono effettuati senza la necessità di un ente esterno che debba fare da supervisore tra le parti. Tale modalità di interscambio rende impossibile annullare la transazione e quindi riappropriarsi delle monete che hanno cambiato di proprietà.

Insomma, tante cose complicate che stanno però ridisegnando il futuro delle monete e del commercio: saremo in grado di comprenderlo o ancora una volta rimarremo al di fuori dei movimenti che contano? Il nostro consiglio spassionato? Informarsi, informarsi, informarsi!

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