“Ricordati di disobbedire, perché è vietato morire”

il

di Emanuela Macci

Troppe poche volte riflettiamo sul valore della disobbedienza e troppo spesso la bolliamo come un’obiezione inutile e fastidiosa da parte di persone che non hanno nulla da fare, dei rompiscatole. Ma non è vero, la disobbedienza è un valore forte e un’arma potente. Per questo non possiamo banalizzarla, né da una parte ridicolizzandola con superficialità come cosa di pochi esaltati; né dall’altra abusandone per giustificare azioni che talvolta compiamo in nome di una qualche “disobbedienza”, che nasconde la voglia di farsi vedere e/o di apparire anticonformisti – risultando alla fine più conformisti di prima.

Disobbedire, infatti, è uscire dal seminato, staccarsi dalla massa, ragionare criticamente e liberamente con la propria testa, è seguire la propria coscienza in nome di valori e principi forti quali la Libertà e il diritto alla Vita, una Vita degna. In tal senso disobbedire può essere la cosa più difficile e dolorosa che esista.

La Storia ci offre tanti casi di disobbedienza: da Gandhi, che con la sua “disobbedienza pacifica” ha sottratto l’India all’Inghilterra restituendole la libertà, a  Martin Luther King, che si è tanto battuto per i diritti degli afroamericani; dalle suffragette, che nel primo Novecento si organizzarono per ottenere il fondamentale diritto del voto per le donne, ai partigiani, che nella Seconda guerra Mondiale alzarono la testa contro i regimi nazi-fascisti.

Anche oggi, però, questo forte valore esiste e cammina sulle gambe di molte persone, eroi ribelli della quotidianità, per lo più sconosciuti ma fortissimi.

Cédric Herrou è un contadino francese che vive vicino il confine con l’Italia, lo stesso da cui passano ogni giorno decine e decine di migranti, persone in fuga da condizioni di vita terribili e inconcepibili che affrontano un viaggio quasi altrettanto terribile. Cédric lo sa e sa anche che non può restare indifferente, come vorrebbe la legge francese, davanti alla sofferenza di altri esseri umani soli, disperati, perseguitati. E così Cedric aiuta quegli uomini, quelle donne, quei bambini a passare in sicurezza la frontiera e dà loro ospitalità: andando contro la legge del suo Paese, va  incontro agli esseri umani, nostri fratelli, e alla legge morale che l’essere umani ci prescrive.

Khaled al-Asaad è stato un uomo che ha dedicato tutta la sua vita all’amore per la Cultura, nello specifico la Cultura della sua magnifica terra, la Siria, e in particolare  della sua città Palmira, custode di un tesoro archeologico a cielo aperto, patrimonio dell’umanità. Khaled per gran parte della sua vita è stato direttore orgoglioso e attento di questo sito portatore di una memoria plurimillenaria, frutto di un intenso crocevia di popoli. E così, quando il sedicente Stato Islamico ha fatto irruzione nella sua Palmira, Khaled non si è piegato ai terroristi, né tantomeno è scappato, ha semplicemente e coraggiosamente continuato a prendersi cura del suo museo a cielo aperto, impegnandosi a mettere al riparo i vari reperti. Khaled non ha ceduto neanche quando i miliziani gli hanno chiesto dove nascondesse i reperti archeologici, pagando la sua rigorosa disobbedienza con la morte.

Malala Yousafzai è una ragazza pakistana, che voleva solo studiare, avere la sua istruzione per costruirsi autonomamente il proprio futuro, ma, quando con l’arrivo dei talebani le è stato negato questo diritto, la determinazione di Malala non è stata scalfita. Tramite il suo coraggioso blog, è stata in grado di denunciare i soprusi dei talebani, che l’hanno punita sparandole. Malala è sopravvissuta e ha proseguito ad essere un’attivista per i diritti umani, arrivando a vincere il premio Nobel per la Pace.

Queste sono solo alcune storie di ribelli di oggi, ma ce ne sono tante altre, silenziose ma non per questo meno importanti e coraggiose.

Le donne che si ribellano alle violenze domestiche hanno una forza immensa e pur nella loro anonimità hanno un coraggio enorme, come canta Ermal Meta che, nella sua intensa e bellissima “Vietato Morire”, partendo dalle violenze subite da sua madre da parte di suo padre quando era piccolo, invita a disobbedire “Cambia le tue stelle, se ci provi riuscirai […] Ricorda di disobbedire/Perché è vietato morire”.

La Disobbedienza è difficile e pericolosa, importante tanto nelle grandi situazioni della collettività quanto in quelle piccole e private, perché è un atto di coraggio mosso da un profondo senso di Giustizia, che se seguito da tutti, potrebbe veramente migliorare il mondo.

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