LA STORIA SI RIPETE…

il

di Cassoni Alice

Internet e globalizzazione sono elementi caratterizzanti  del nostro tempo. Ma siamo davvero tutti collegati? Perché trovandoci qui, in una piccola e tranquilla cittadina di provincia come Latina, potremmo pensare che tutti vivono con i nostri stessi privilegi, senza cogliere a pieno l’importanza di progetti a sfondo sociale proposti dai prof. Voglio farvi un esempio: io e gli altri ragazzi del giornalino abbiamo recentemente terminato i lavori per un progetto contro l’omofobia(il progetto RAINBOW) che ci ha spinto a ‘pensare positivo’per il futuro; di conseguenza mi è stato difficile credere ai CAMPI DI ‘RIEDUCAZIONE’ PER GAY  presenti illegalmente in Cecenia e assecondati/voluti dal governo.  Noi non ne abbiamo saputo nulla fino a quando Yuri Guaiana, un attivista italiano LGBT, è stato arrestato a Mosca mentre consegnava una petizione contro i campi di concentramento anti-gay.

Sono saltate fuori anche alcune testimonianze raccolte dal quotidiano indipendente russo Novaya Gazeta, tra cui quelle di due sopravvissuti. «Ci hanno fatto l’elettroshock. Era molto doloroso. Ho resistito finché non ho perso i sensi e sono caduto a terra. Ci picchiavano con dei tubi. Sempre sotto la vita. Ci dicevano che siamo “cani che non meritano di vivere”». Ancora più scioccante è la dichiarazione del capo della repubblica Ramzan Kadyrov «Non si possono detenere e perseguire persone che semplicemente non esistono nella Repubblica Cecena. Se ci fosse gente simile in Cecenia — ha aggiunto — le forze dell’ordine non avrebbero bisogno di avere a che fare con loro, perché i loro parenti li manderebbero in un luogo da cui non c’è più ritorno». In risposta all’accusa il governo ceceno non solo ha negato il tutto ma ha anche bloccato tutte le traduzioni del quotidiano russo! Altre denunce sono state raccolte da Ilga (la più importante associazione europea lesbica gay e transgender) e dalla Rete Lgbt Russa, che ha istituito un numero riservato per vittime e testimoni.

cece.pngOggi sappiamo che in Cecenia almeno un centinaio di uomini gay sono detenuti illegalmente in un centro di prigionia ad Argun, una cittadina a circa 15 chilometri ad est della capitale Groznyj. Qui sono sistematicamente insultati e picchiati anche fino a poco prima della morte ( fino ad ora ci sono stati tre morti) per poi essere rimandati dai familiari. È orribile pensare che all’umanità bastino 72 anni per ritornare ai campi di concentramento nazisti… forse questa non è un’epoca di pace e prosperità per tutti, e noi siamo solo fortunati.

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