Dedicato a chi ha qualcosa da nascondere, ma anche agli spioni. .

di Francesca Castaldi

Avete mai sentito parlare di crittografia? Essa viene utilizzata da ogni persona, più o meno consapevolmente, nella vita di tutti i giorni:per prelevare soldi con un bancomat, nell’effettuare acquisti su internet o, semplicemente, chiamando con un telefono cellulare.  La crittografia quindi è diventata uno strumento di massa, atto a proteggere i segreti di stato tanto quanto i dati che noi vogliamo, o almeno vorremmo, rimanessero privati Anche in questo caso il nostro bagaglio classicista non ci abbandona infatti il  termine “crittografia” deriva dal greco κρυπτóς  che significa “nascosto”, e γραφία  che significa “scrittura”.Con crittografia si intende quindi un insieme di metodi, tecniche e algoritmi che consentono di trasformare un messaggio in modo da renderlo intellegibile solamente alle persone che condividono maggiori informazioni riguardo al metodo tramite cui si è codificato il messaggio.La matematica ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo della crittografia e della crittoanalisi, soprattutto dopo gli anni 70 con l’introduzione della crittografia a chiave pubblica e di altri simili protocolli.La necessità di scambiarsi informazioni segrete, però, non riguarda solo i tempi piu recenti ma anche il passato. Si ritiene infatti che la crittografia sia antica quanto la scrittura e già nella Bibbia vengano utilizzati tre diversi tipi di cifratura per nascondere alcune specifiche parole:  il Codice Atabash ,il Codice Albam e il Codice Atbah.  Il piu antico esempio di crittografia consiste in un bastoncino su cui veniva arrotolata una strisciolina di cuoio chiamata Scitala lacedemonica in uso intorno al 400 a.C.. Fino alla prima metà del XIX secolo la corrispondenza era esclusivamente cartacea ed era recapitata dai servizi postali.  Tra la seconda metà del XIX secolo e il XX secolo, l’invenzione del telegrafo, del telefono e della radio hanno cambiato radicalmente il modo di comunicare, rendendo possibile la trasmissione di messaggi pressochè istantanea anche da luoghi molto distanti. Questi nuovi mezzi di comunicazione, la radio in particolare, rendevano pero ancora più facili e frequenti le intercettazioni da parte di nemici; il ricorso alla crittografia diventa, quindi  inevitabile, come la necessità di cifrari sempre piu sofisticati. La crittografia moderna si differenzia notevolmente dalla crittografia di cui si è parlato fin ora; l’avvento dei computer infatti ha rivoluzionato profondamente sia i sistemi crittografici sia il modo di vedere e utilizzare la crittografia. Molti sistemi crittografici analizzati in precedenza e considerati ragionevolmente sicuri fino al XIX sec, possono oggi essere forzati in tempi brevissimi grazie alla velocità di elaborazione del computer. Inoltre possono essere ora utilizzati sistemi crittografici molto complessi e che, un tempo, avrebbero richiesto tempi di cifratura “a mano” troppo lunghi (come il DES e l’RSA). Tutti i sistemi crittografici fin ora descritti, dai più antichi ai più moderni, hanno le loro radici in concetti matematici soprattutto algebrici .Ad esempio Il 31 ottobre è stato scoperto un nuovo numero primo 10223 x2231172165+1. Questo numero ha 9.383.761 cifre ed è stato scoperto grazie alla piattaforma di calcolo condiviso PrimeGride da Szabolcs Peter (ungherese)  .Rappresenta il numero primo più grande utile a risolvere il problema di Sierpinski: qual è il più piccolo numero dispari k tale che tutti gli interi della forma         K x 2n+1 sono composti per ogni naturale n? Con questa scoperta viene eliminato il numero k = 10223.  Se ad una prima impressione queste ci possono sembrare questioni puramente astratte e sconnesse dalla realtà, ricordiamoci che tutta la ricerca sui numeri primi, o in generale sui numeri interi, è alla base dei più utilizzati sistemi crittografici, grazie ai quali possiamo garantire la segretezza delle nostre mail o dei nostri messaggi. Numeri primi più lunghi corrispondono a chiavi di sicurezza più efficienti, e più difficili da cracckare. Per questo la ricerca di primi è complessa, e un progetto come quello di PrimeGrid può essere fondamentale.

Il fine di questo articolo è quello di dare un’immagine della crittografia come di una disciplina in continua evoluzione e nella quale la matematica (l’algebra e la teoria dei numeri in particolare) svolge un ruolo di primaria importanza,in quanto strumento sempre più necessario man mano che avanza lo sviluppo di nuovi sistemi di cifratura.. Ma se ancora non siete convinti,e credete che la crittografia sia una realtà lontana tuttavia vi sbagliate! Ognuno di noi quotidianamente utilizza social network per poter comunicare con i propri amici , ma vi siete mai chiesti dove possano andare a finire i vostri messaggi ? Lo scorso 5 Aprile 2016 WhatsApp ha rinforzato la sicurezza dell’applicazione estendendo la crittografia end-to-end a tutti i contenuti ovvero ai messaggi testuali, foto, video e audio nella chat e alle chiamate.La crittografia end-to-end fa si che i contenuti WhatsApp in uscita dal dispositivo del mittente (invio di messaggi o avvio chiamate) vengano cifrati prima di lasciare il cellulare o tablet in maniera tale che viaggino in rete cifrati e vengano consegnati cifrati al destinatario sul dispositivo del quale soltanto a quel punto una volta ricevuti verranno decriptati automaticamente e visualizzati in chiaro. Dunque ciò significa che a parte il mittente e il destinatario nessun spione di qualsivoglia natura (cybercriminali, forze di polizia, agenzie governative, né gli stessi di WhatsApp) potrà mai vedere in chiaro i contenuti dei messaggi delle chat e/o delle chiamate vocali.Ad ogni modo prima di sentirsi un po’ troppo al sicuro più del dovuto, è bene prendere coscienza di quello che si sta facendo, delle condizioni e dei limiti dell’app oltre i quali la riservatezza e la sicurezza potrebbero venire a meno. Infatti  c’è il rischio che la cifratura non venga applicata alcune volte e  inoltre bisogna  tenere in considerazione che se si è attivato il backup della chat, una copia dei messaggi e annessi contenuti verrà salvata, a seconda del dispositivo in uso, su iCloud, Google Drive, sui server di WhatsApp o in locale sul dispositivo. Infine dato che il destinatario può vedere in chiaro le chat, allo stesso tempo può anche fotografarle catturando la schermata (facendo uno screenshot). Dunque evitate di inviare messaggi offensivi, con contenuti  compromettenti convinti  che la crittografia end-to-end protegga tutto,perchè non è così ,tutto quello che è sul Web non sarà mai totalmente privato.

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