BLUE WHALE, IL GIOCO DEL SUICIDIO

il

di Maria Camilla Palumbo e Chiara Calligaris

Con il nome «Blue Whale» si identifica un assurdo rituale che ha lo scopo di condurre qualcuno, prevalentemente un giovane, debole e depresso, verso il suicidio. Una sorta di gioco online a cui si decide di partecipare volontariamente, mettendosi in contatto con un tutor o curatore, il quale fornisce delle regole da seguire quotidianamente.

Il nome, la cui traduzione è balenottera azzurra, deriva dall’insolita pratica di questi cetacei di spiaggiarsi e morire senza alcun motivo apparente. Le morti dovute a questo gioco sarebbero attualmente 157, la maggior parte in Russia, con un singolo caso in Italia, dove però il numero di “partecipanti” starebbe incrementando velocemente.

L’ideatore di questo macabro “gioco”, Philipp Budeikin studente ventiduenne di psicologia, è stato arrestato in Russia con l’accusa di aver istigato al suicidio una quindicina di adolescenti, dopo averli adescati su Vk, social network molto usato in Russia. Ora detenuto nel carcere di San Pietroburgo Budeikin non ha mostrato alcun segno di pentimento. Ha definito le sue vittime “scarti biologici” che meritavano di morire perché “avrebbero fatto solo danni a loro stessi e alla società” , e nonostante ciò continua a ricevere centinaia di lettere d’amore dalle giovani ragazze che ha ammaliato sui social e che avrebbe voluto condurre al suicidio.

Quello di Budeikin non è però un caso isolato, anzi il ragazzo è solo una parte di un sistema generalizzato di desacralizzazione della vita e di virtualizzazione della morte che riguarda tanto le vittime quanto i carnefici. L’effetto-emulazione ha moltiplicato i curatori che istigano gli adolescenti al suicidio in ogni parte del mondo.

Il “gioco” consiste nell’eseguire gli ordini del tutor, che ogni giorno per cinquanta giorni ordina alla vittima di compiere atti autolesionistici e macabri con lo scopo di condurla in un profondo stato di depressione. Le prove sono di vario tipo e entità: alcune possono essere banali come disegnare una balena su un pezzo di carta e inviarne una foto al curatore, mentre in altre devi inciderti la stessa balena sul braccio con il rasoio. Altre ancora mirano a plagiare la psiche dei ragazzi attraverso video e musica psichedelici. Il cinquantesimo giorno il gioco si conclude con il suicidio del partecipante, il quale deve gettarsi dal tetto di un edifico, il tutto filmato da altri ragazzi.

Dato l’aumento dei suicidi, sono state create delle piattaforme per arginare e contrastare questo subdolo gioco della morte ed anche la polizia postale è intervenuta dando preziosi consigli a genitori e ragazzi.

Il consiglio più importante che si può dare agli adolescenti è quello di cercare di parlare con qualcuno dei loro problemi prima di cadere negli inganni di organizzazioni come quella di Blue Whale o di pensare a qualcosa di così estremo come il suicidio.

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