THIRTEEN REASONS WHY

di Rosa Capasso

Molti  pensano che i nostri siano gli anni migliori della vita, gli anni che non dimenticheremo, che rimpiangeremo appena saranno passati, ma oggi vi dico che tutte queste frasi sulla spensieratezza e la nostalgia della gioventù non sono sempre vere.  A volte l’adolescenza può essere il periodo con i problemi più grossi e spesso essendo molto giovani  non abbiamo gli strumenti per reagire ad essi. Questo concetto è espresso in modo molto coinvolgente in una serie tv di Netflix intitolata “ Thirteen reasons why” o “Tredici”.

Circa due settimane fa di venerdì  sera ero a casa, stavo facendo zapping distrattamente quando mi sono imbattuta in questo nuovo programma chiamato “Tredici”,ho iniziato a guardarlo e da lì ho continuato fino alla fine della serie. Quel programma mi ha davvero colpito e penso che molti potrebbero rispecchiarsi in questa serie.

La trama parla di Hannah Baker una ragazza di 17 anni che si è appena trasferita in una città. La prima puntata si apre con la scoperta del suicidio di questa ragazza, ma questo non è un suicidio comune: nessun biglietto, nessuna foto, nessuna traccia. Ma Hannah è una ragazza speciale, molto sensibile e al posto del classico biglietto lascia sei cassette dove sono registrate le 13 ragioni della sua morte. In queste cassette si parla di diversi ragazzi che con il loro comportamento hanno spinto Hannah a non trovare più vie d’uscita.

Questi ragazzi hanno tutti maltrattato in modi diversi Hannah e in ogni cassetta è raccontata la loro storia. Ogni personaggio rappresenta infatti  un tema particolare come ad esempio: i maltrattamenti minorili, l’omofobia, bullismo e cyberbullismo, stupro,alcolismo e non solo. Questo programma quindi ci mostra come tutti questi  elementi possano portare una persona a prendere una decisone drastica.

In Italia questo è un problema molto serio: infatti sui 4000 suicidi annuali circa il 10% riguarda la fascia di ragazzi sotto i 21 anni vittime innocenti del bullismo, tutto ciò mi ha fatto riflettere a quanto ogni persona sia fragile e di quanto aiuto ognuno di noi abbia bisogno. Sicuramente noi possiamo fare molto; per questo motivo oggi mi rivolgo a voi.

Potremmo fare incontri, campagne, manifestazioni, ma se ognuno di noi non cambia  il modo di stare con gli altri, nessuno di noi potrà resistere al mondo.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...