I DISTURBI ALIMENTARI: ANORESSIA E BULIMIA.

di Di Minnitti Alexia, Passariello Leonardo, Vitale Gabriele

 

I disordini alimentari, tra i quali anoressia e bulimia, sono diventati negli ultimi anni una vera e propria emergenza per gli effetti devastanti che hanno sulla salute e sulla vita di adolescenti. Se non trattati in tempi e con metodi adeguati, i disordini alimentari possono diventare una condizione permanente e ,nei casi gravi, portare alla morte.  Anoressia e bulimia sono malattie complesse, determinate da condizioni di disagio psicologico ed emotivo, che quindi richiedono un trattamento sia del problema alimentare in sé che della sua natura psichica. Possono manifestarsi in persone di diverse età,ma sono solitamente più comuni in giovani donne in età compresa tra i 15 e i 25 anni.
Al centro del disordine alimentare c’è comunque da parte del paziente una ossessiva sopravvalutazione dell’importanza della propria forma fisica, del proprio peso, corpo e una necessità di stabilire un controllo su di esso. L’anoressia e la bulimia però possono anche dipendere dal fatto che l’individuo subisca situazioni particolarmente traumatiche, come ad esempio violenze sessuali, drammi familiari, comportamenti abusivi da parte di familiari o di persone esterne, difficoltà ad essere accettati socialmente e nella propria famiglia. Infatti, l’attuale propensione a prediligere un modello di bellezza femminile che esalta la magrezza ha conseguenze devastanti sui comportamenti alimentari di molte adolescenti. Gli effetti dei disordini alimentari sono molto pesanti, sia sotto il profilo fisico che quello psicologico
Una persona diventa anoressica quando, riducendo o interrompendo la propria abituale alimentazione, scende di peso. L’anoressia è conseguente al rifiuto ad assumere cibo, determinato da una intensa paura di acquistare peso o diventare grassi, anche quando si è sottopeso. Spesso, una persona anoressica comincia con l’evitare tutti i cibi ritenuti grassi e a concentrarsi su alimenti ‘sani’ e poco calorici. Fino ad evitare quasi completamente ogni cibo e fare uso di lassativi.

Una persona bulimica invece ingerisce alimenti in modo molto diverso da quello che avviene quando normalmente si mangia troppo.

Dopo aver mangiato in modo così eccessivo, la persona bulimica si sente in colpa e tende a punirsi vomitando, ingerendo pillole diuretiche e lassativi con l’intento di dimagrire.
A lungo andare, un soggetto bulimico entra in una fase di depressione e di disgusto verso sè ,anche se la propria forma e apparenza fisica finiscono con il diventare una ossessione permanente e con l’avere forti ripercussioni sulla propria autostima. Una persona bulimica può essere di peso normale, sottopeso o sovrappeso, diversamente da una anoressica che è sempre sotto peso.

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