Il trono di spade: perché piace tanto?

di Mirko Boscaro e Alessia Scorziello

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Il trono di spade, originariamente “Game of thrones”, è una serie fantasy letteraria, il cui titolo originale è “Le cronache del ghiaccio e del fuoco” scaturita dalla penna dello scrittore americano George R.R. Martin e ancora in fase di sviluppo. È ormai un vero contagio: tutti sembrano conoscerla o comunque averne sentito parlare. Ma perché è così popolare? E perché oggettivamente è una grande opera letteraria?

Principalmente per una trama molto ben strutturata ed articolata, le vicende narrate nel suo primo ciclo ovvero le già citate “cronache del ghiaccio e del fuoco” ruotano tutte intorno a tre macrovicende e ai personaggi ad esse connesse. A sud si combatte tra importanti famiglie una lotta per il trono e per la corona, a nord i guardiani della barriera devono fronteggiare le ondate di bruti che minacciano la regione, guerre intestine e antagonisti leggendari ormai creduti sopiti da millenni, mentre ancora più a Sud, in una regione lontana, l’ultima sopravvissuta della dinastia che era precedentemente al potere reclama il suo posto sul “trono di spade” per diritto di sangue.

Essendoci tre macrovicende ognuna di esse ha tre protagonisti, questo contribuisce a creare punti di vista differenti che tendono a far schierare il lettore con una determinata fazione, oppure con un determinato personaggio. In un certo senso questa identificazione del lettore col personaggio narrante ha una doppia valenza: da un lato richiede un ruolo più attivo al lettore, che si sforza di comprendere la prospettiva presentata, dall’altro lo aiuta ad immedesimarsi nel personaggio.

Qualche morte, poi, non guasta mai. Permette di eliminare personaggi sgraditi, di troncare fili narrativi senza via d’uscita e, soprattutto, di dare un forte scossone emotivo al lettore.
Martin fa questo e molto altro, spingendosi a uccidere personaggi che il lettore aveva imparato a conoscere, a cui si era affezionato. L’omicidio è parte integrante di quest’opera e molto spesso trattato anche con sufficienza. Per molti è proprio questo il motivo del successo di questa opera, ma la cosa va ben oltre.

Come altro punto la moralità discutibile di ogni personaggio è una caratteristica dell’opera abbastanza nascosta e alla quale quasi nessuno da peso, nessun personaggio è veramente buono o veramente malvagio, tutti compiono azioni, alcune volte lodevoli, altre volte riprovevoli. Naturalmente questa componente aiuta l’immedesimazione e porta il lettore a dubitare di ogni personaggio.

Concludendo ,è sicuramente una lettura adatta a tutti, quasi d’obbligo per chi ama il genere fantasy e consigliata a chiunque, anche ai non appassionati del genere.

 

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