L’effetto serra

di Andrea Piccolo

Si sente sempre più spesso parlare di effetto serra, ma non tutti sappiamo cosa è o da cosa è causato, né quali sono gli effetti che comporta.

Innanzitutto, è bene dire che l’effetto serra non è altro che la capacità dell’atmosfera di trattenere calore, ed è, quindi, una cosa importantissima ai fini della vita. Si può, successivamente, spiegare che questo non è un fenomeno unico, ma raggruppa più fenomeni atmosferici, responsabili della variazione nell’atmosfera di vapore acqueo (H2O), anidride carbonica (CO2), e metano (CH4). La presenza di queste specie chimiche nell’atmosfera determina un aumento del calore trattenuto.

La Terra non emette un’energia termica propria, bensì ne riceve una quantità enorme dal Sole (si calcola che, ogni secondo, su un singolo metro2 del nostro Pianeta, arrivino circa 170,00•109 MW di energia solare). Questa energia si propaga attraverso lo spazio per irraggiamento1, e impiega un tempo di circa 8 minuti ad arrivare dalla nostra Stella a noi. Di questa energia, circa il 55% viene riflesso dalle nubi e dagli aerosol presenti nell’atmosfera, mentre il 45% penetra, arrivando sulla superficie della Terra, dove viene assorbito da piante, rocce e distese acquose. A sua volta, il nostro Pianeta emette l’energia assorbita sotto forma di radiazioni infrarosse. Di queste, il 35% riesce a sfuggire all’atmosfera venendo irradiato nello spazio, mentre il 65% viene imprigionato e trattenuto dall’atmosfera, che per questo motivo si riscalda (soprattutto negli strati più vicini alla superficie terrestre.

                                                                  EFFETTO SERRA

schema_effetto_serra

Quando si parla di aumento o diminuzione dell’effetto serra ci si riferisce all’aumento o alla diminuzione della capacità di trattenere calore da parte dell’atmosfera, dovuta ad una variazione della concentrazione dei gas serra.

L’inquinamento atmosferico, dovuto al continuo e diffuso utilizzo di combustibili fossili a scopo energetico, alla deforestazione tropicale, all’agricoltura industrializzata e all’estensione della pratica dell’allevamento intensivo di bestiame, determina un aumento dei gas serra in atmosfera in particolare dell’anidride carbonica (CO2), del metano (CH4), del protossido di azoto (N2O) e dell’ozono (O3), innalzando così l’effetto serra naturale. Quando lo strato di ozono che si trova nella nostra atmosfera viene attaccato dai gas prodotti dall’uomo (CO2 su tutti), al livello della stratosfera2 si produce un “buco”: assottigliandosi, lo strato di ozono perde la capacità di rifrangere le radiazioni ultraviolette provenienti dal Sole, lasciandole libere di entrare. Queste radiazioni, estremamente dannose per gli esseri viventi (l’esposizione ai raggi UVA e UVB provoca tumori della pelle e danni alla vista), restano, inoltre, intrappolate nell’atmosfera, aumentando sempre di più la temperatura interna del Sistema.

Nel Sistema Solare, oltre che sulla Terra, l’effetto serra regola le condizioni termiche su Marte e Venere, mentre la Luna, priva di atmosfera e, quindi, di effetto serra, presenta escursioni di temperatura fortissime fra il giorno e la notte, e fra le zone in ombra e quelle illuminate.

L’attuale surriscaldamento del clima terrestre ha sia una parte “naturale” dovuta alle normali variazioni climatiche, sia una parte “artificiale” dovuta all’azione umana: si ritiene che l’uomo incida sulla composizione dell’atmosfera tramite un’eccessiva emissione di CO2 e CH4 (soltanto la metà della CO2 prodotta viene assorbita dai mari e dalle piante) e proprio questo aumento di gas è ritenuto responsabile della parte “artificiale” nell’aumento della temperatura terrestre.
Infatti, il grande aumento della concentrazione nell’atmosfera di gas come CO2 e CH4 si è registrato con l’avvento dei combustibili fossili (e, successivamente, con l’uso sempre più massiccio che se n’è fatto), e con la maggior produzione di metano dovuta all’esplosione dell’allevamento intensivo di bestiame (suini e bovini).
Uno studio afferma che, entro il 2052, la temperatura media del pianeta salirà di 2.0°C, mentre, entro il 2080, il surriscaldamento raggiungerà i 2.8°C, con conseguenze potenzialmente drammatiche per l’ambiente e per lo stesso genere umano. Nel 2012 è stato calcolato che la quantità di gas serra emessa in un anno è doppia rispetto a quella che può essere assorbita da foreste e oceani.

Un primo tentativo di limitare l’alterazione climatica indotta dall’uomo è il Trattato delle Nazioni Unite sul clima (UNFCCC), stipulato nel 1992 a Rio. La sede dell’UNFCCC si trova a Bonn. Esso vede nel Protocollo di Kyōto (1997) il primo strumento di attuazione di una politica ambientale più responsabile; questo è entrato in vigore solo 10 anni dopo, con la firma del Canada (che nel 2011 è uscita dal Protocollo) e della Russia. L’ultimo atto della lotta alle emissioni di CO2 si è avuto al G20 del L’Aquila in cui si è deciso che i Paesi industrializzati avrebbero dovuto assumere la guida del processo per contribuire in maniera determinante alla riduzione delle emissioni di CO2, secondo una condivisione equilibrata delle responsabilità. Il Protocollo di Kyōto è stato, nel 2007, prolungato dal 2012 al 2020, con obiettivi ancora maggiori. L’unico Stato che ha firmato il Protocollo, salvo poi non sottoscriverlo, è la confederazione degli USA, che da solo produce il 36.2% di tutta la CO2 mondiale, con il solo New England che ne produce quanta la Germania. Il Protocollo è ancora valido, ma non tutti gli Stati che l’hanno ratificato hanno effettivamente rispettato i parametri previsti dall’accordo: l’Italia, ad esempio, si impegnava a ridurre le emissioni del 65%, mentre le ha addirittura aumentate (dati del 2008).

L’effetto serra è in aumento, e l’unica via per ridurre le emissioni di gas serra sarebbe rispettare questo Protocollo, cosa che fin’ora sembra un mero appannaggio utopistico. Non c’è modo per salvarci, se non questo. Se si tiene in considerazione che, con le forme di energia tradizionale, per ogni KW/ora prodotto viene a costare circa 700g di CO2, mentre le energie cosiddette- con buone e ovvie ragioni- “rinnovabili” hanno un impatto di CO2 pari a zero, e sono, inoltre, gratuite ed eternamente fruibili.

Il primo consiglio per rispettare i parametri del Protocollo sarebbe quello di sfruttare le fonti di energie rinnovabili presenti nel territorio di ogni Paese, ma anche incentivare quei servizi che possono far risparmiare CO2, come il trasporto pubblico. La CO2 distrugge la nostra atmosfera, e rischia di cancellare la vita sul nostro Pianeta. Il nostro obbiettivo è quello di abbattere l’emissione di questo gas, e dobbiamo trovare un modo per farlo se vogliamo mantenere salva la vita.

 

 

 

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...