Remember, l’ arte per non dimenticare

di Isabella Bevilacqua

Ricordare per non commettere gli stessi errori del passato e non rimanere indifferenti davanti alla minaccia che questi possano replicarsi .Per evitare che ciò accada è fondamentale essere coscienti di ciò che è stato e di cosa sta succedendo adesso. Quale strumento se non l’arte può renderci maggiormente consapevoli di ciò?

Allo scopo di sensibilizzare riguardo questi temi, il chitarrista e compositore Francesco Bruno ha ideato lo spettacolo multimediale “Remember”, tributo a Primo Levi, che si è svolto nella nostra scuola il 20 gennaio 2017 in prossimità della giornata della memoria. La rappresentazione  unisce danza, recitazione e un supporto video, accompagnato da musica jazz dal vivo.

Poiché lo spettacolo è stato particolarmente coinvolgente, abbiamo deciso di contattare gli attori per un’ intervista.

 

  • Perché avete deciso di incentrare lo spettacolo sul tema dell’intolleranza e della violenza?

Credo che l’intolleranza, la ricerca di un nemico da combattere, come risoluzione dei problemi complessi che la società ci pone, sia il più grande errore che ancora oggi viene perpetrato. L’altro da “noi” come nemico si ripete costantemente. Un “noi” che può assumere mille aggettivi: noi bianchi, noi cristiani, noi uomini, noi bramini, noi europei, noi operai, noi artisti…… Razza, casta, religione, sesso, etnia, colore della pelle diverso all’ interno di una medesima etnia (gli albini in Africa), qualunque elemento consenta di aggregarsi intorno ad un “noi” determina un “altro da noi”, un antagonista che, quando necessario, sarà facile divenire un nemico.

 

  • E’ importante ricordare al giorno d’oggi, e perché?

Ricordare ciò che ha determinato il  dolore è consapevolezza di un sentire, è vigilanza costante, è memoria che genera attenzione. Ed è indispensabile quando il pericolo è ancora presente, quando i segnali cambiano forma e colore, ma riflettono le medesime caratteristiche di ciò che è stato già vissuto.

 

  • Qual è il ruolo dell’arte, e della musica in particolare, nel mantenere viva la memoria di questi eventi?

Rispondo a questa domanda  citando le parole di Tiziano Terzani, un grande scrittore  e pacifista al quale ho dedicato un altro mio spettacolo multimediale: “Tutti gli strumenti che possono condurre l’uomo a prendere coscienza del dramma e a fare un passo nella direzione positiva, più giusta, mi pare sono assolutamente da usare. E, scusi, lei non vuol dirmi che di tutti gli strumenti, la musica, l’arte non sono quelli che più arrivano al cuore? E siccome è dal cuore che deve venire oggi la risposta su quello che veramente vogliamo, e non dalla testa, e non dalla pancia – la testa con la sua logica, la pancia con i suoi bisogni – ma proprio dal cuore, ecco allora che con la musica, con l’arte, il messaggio può andare più a fondo. E allora ben vengano gli artisti per la pace!”

Oltre che da Primo Levi, da quali altri autori o opere sono stati tratti i brani recitati?

Tutte le poesie  recitate  nello spettacolo sono di Primo Levi, le opere sono state selezionate dalla pubblicazione “Ad ora incerta” edizioni Garzanti.

 

  • Nel filmato mostrato durante lo spettacolo è ricorrente l’immagine di una busta di plastica; qual è il significato e come si collega al tema principale dell’opera? 

Risponde Iginio De Luca, autore dei video: La busta di plastica ricorre due volte nei video dello spettacolo. Questo oggetto riveste valenze simboliche perché incarna un elemento di libertà che può essere trattenuto da una mano (la busta nera che si vede all’inizio del concerto) o volare via finalmente leggero sulle scalinate assolate di una città (nell’ultimo brano dello spettacolo).Un oggetto leggero e fragile come l’anima ferita dell’uomo di Primo Levi, pronta però anche a spiccare di nuovo il volo in segno di speranza futura

 

  • E l’immagine della ballerina?

Risponde Giovanni Bruno, autore del video della poesia “Avigliana”

Nella poesia, Levi immagina che la sua amata possa essere in quel momento con lui e questo gli darebbe una visione molto diversa della realtà che lo circonda. Ho immaginato che una ballerina possa rappresentare l’immagine e l’energia di un forte sentimento. La danza è energia, libertà e arte e, come la musica. ha forma indefinita e una forza impalpabile che fa volare la fantasia. Nella danza del video ho rappresentato una ballerina che si fonde con scenari astratti, come se attraverso un pensiero d’amore potesse andare ovunque.

 

  • Perché avete scelto la musica Jazz per accompagnare immagini e recitazione?

Questo progetto multimediale è stato sviluppato intorno alle mie composizioni musicali, pensate, insieme alla recitazione  e alle immagini per voler rappresentare l’universo poetico di Primo Levi in una forma artistica nuova. Il linguaggio del jazz fa parte da sempre del mio universo artistico e proprio per la sua natura, l’improvvisazione, consente ai musicisti di poter creare in ogni spettacolo una dimensione nuova, interagendo con recitazione, danza e immagini.

 

 

 

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