Scienza e Magia

il

di Alessandra Aquili

La parola scienza deriva dal termine latino “scentia”, cioè conoscenza, e indica lo strumento e l’insieme dei metodi che si utilizzano per giungere ad una descrizione accurata e profonda della realtà per arrivare a dare motivazione ai fenomeni che si studiano. La scienza indaga la natura ed i suoi fenomeni non servendosi di fattori e dati soggettivi, bensì oggettivi, verificabili e ripetibili.

Lo scienziato è dunque colui che osserva i fenomeni, formula delle ipotesi, esegue degli esperimenti e trae da essi delle conclusioni.

La magia era anticamente la dottrina degli antichi maghi o sacerdoti persiani e la parte della loro scienza che riguardava l’evocazione degli spiriti e dei morti, la divinazione del futuro e l’allontanamento dei mali mediante riti, preghiere e culti.

La magia è quindi l’insieme delle conoscenze a cui ha accesso solo un gruppo di persone selezionate. Lo scopo è rendere possibile l’impossibile, oltrepassare i limiti e, spesso, confondere.

La scienza e la magia cercano entrambi di trovare le cause dei fenomeni che si manifestano in natura e di dominarne gli effetti, pur seguendo due strade diverse e ricavando diversi risultati.

harry-potter-caricatura-1

Fino al XVI secolo scienza e magia sono state strettamente intrecciate tra loro;  era abitudine comune leggere i fenomeni astronomici anche in chiave astrologica o di numerologia magica. Molti pensatori del Medioevo e del Rinascimento si interrogavano  su scienza e poteri magici, nel convincimento di un mondo unito fortemente in tutti i suoi aspetti, materiali e spirituali.

Con Galileo Galilei è stato introdotto il metodo scientifico sperimentale: tutto ha inizio con una  prima osservazione, seguita da un esperimento. L’esperimento ha lo scopo di convalidare o confutare l’ipotesi che lo scienziato ha formulato, ipotesi che ha lo scopo di spiegare i meccanismi alla base di quel particolare evento.

Quindi si procede con l’esecuzione di un gran numero di esperimenti, in maniera tale che i risultati acquisiti siano attendibili. I dati raccolti vengono elaborati e successivamente viene formulata una teoria,  utilizzata per formulare una legge.

In caso di confutazione dell’ipotesi, essa viene modificata e sottoposta a nuovi esperimenti.

Al metodo scientifico sperimentale si contrappone quello usato dai maghi, caratterizzati da certezze immobili e immodificabili.

La magia può aiutare la scienza? Gli studiosi leggono la famosa saga di J. K. Rowling che prende il nome dal personaggio principale, Harry Potter. Talvolta gli scienziati si ispirano alle storie fantastiche che vedono come protagonista il giovane mago Harry Potter per le loro ricerche di tipo scientifico. Nei prossimi anni sarà possibile acquistare il potere dell’invisibilità e la pietra filosofale?

Tra gli studiosi e autori appassionati dei libri di J. K. Rowling individuiamo sicuramente lo scrittore Marco Ciardi; nel 2014, egli, scrisse un libro prendendo spunto da un interrogativo di uno studioso. Qualche anno prima Piergiorgio Odifreddi su “la Repubblica”, commentando le deludenti prestazioni deglin studenti italiani nel campo della matematica, si chiedeva: “come può lo stesso giovane imparare a pensare razionalmente se da bambino si appassiona alle imprese fantastiche di Harry Potter o de Il signore degli anelli?”. Marco Ciardi si divertì a rispondere in maniera piuttosto coraggiosa, accostando Harry Potter a Galileo Galilei, fisico, astronomo, filosofo e matematico italiano del sedicesimo secolo, considerato il padre della scienza moderna.

Cosa hanno in comune la famosa scrittrice di libri fantasy e Galileo Galilei, a cui si deve per esempio l’invenzione del metodo scientifico-sperimentale? Nel libro intitolato “Galileo & Harry Potter”, Ciardi spiega come possono essere collegati i due personaggi in questione, sviluppando dunque un pensiero a metà tra l’importantissimo scienziato e il giovane maghetto. L’autore sostiene che l’approccio con il genere fantasy e l’immaginazione da esso alimentata possano seguire ed aiutare lo sviluppo di menti matematiche nei ragazzi. Nonostante ciò, Marco Ciardi vuole essere ben chiaro, rispondendo così ai dubbi di chi è più critico: i giovani non devono acquisire una mentalità di tipo fantastico e un modo di agire pari a quello dei maghi della scuola di Hogwarts, bensì devono tenere a mente i valori della scienza.  Lo stesso Harry Potter ricorda che nella vita è importante fare scelte pensate e responsabili.

galielo-galilei-2

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...