Quando gli esseri umani non sono umani

di Ludovica Coiro

Quando una persona decide di prendersi cura di un altro essere vivente, che può essere un bambino, piuttosto che un cane, sceglie, di conseguenza, di assicurargli un futuro migliore e un punto fermo nella propria vita. Adesso l’adozione di animali, in particolare, è diventato un fenomeno sempre più diffuso e quasi di tendenza, infatti molte star del cinema, del mondo musicale o nel campo della moda come Charlize Theron, Sandra Bullock o Orlando Bloom hanno accolto nella loro vita piccoli cuccioli da sfamare, crescere e accudire. Nonostante, come dimostrano le statistiche, l’adozione di cagnolini, sia randagi che presi dal canile, sia aumentata in modo esponenziale , sono incrementati anche i casi di abbandono dei nostri amici a quattro zampe. Come mai questo?

La legge italiana infatti prevede anche una punizione per coloro che abbandonano i propri animali come dice l’Art. 727 “Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro.[…]”. Ma neppure l’autorità della leggi del nostro Paese riesce a fermare questo atto incredibilmente scorretto e insensato. Quando qualcuno adotta un cane si prende la responsabilità di quello, il cane non è come un giocattolo che puoi metter via in un cassetto, o puoi gettare via nel cassonetto, no, avere un cane è quasi come avere un figlio, devi avere tempo, disponibilità e amore per crescerlo. Se una persona non è disposta a sottoporsi ad un tale impegno, meglio non prenderlo proprio, invece di lasciarlo a metà, incompleto. Quali saranno quindi le motivazioni che spingono questi folli a venire meno ad un incarico del genere?

abbandono-cani

Si registra che il tasso di abbandono è molto più alto in estate che negli altri periodi dell’anno, questo perché secondo molti l’abbandono di questi poveri cuccioli nasce da un sentimento di scomodità di scegliere vacanze adeguate all’animale. La maggior parte delle vittime muore, di caldo, di mancanza di cibo o di sofferenza per l’abbandono stesso da persone che dovrebbero amarlo. Nonostante le strutture si stiano adeguando all’accoglimento dei nostri amici a quattro zampe , il fenomeno ancora persiste e sembra che non riusciamo a sbarazzarcene. Ma c’è una speranza che questi padroni si sentano in colpa?

 

Secondo Roberto Pani, docente di Psicologia Clinica all’Università di Bologna non è il senso di colpa il punto centrale della questione. “Penso che alcune di queste persone abbiano un’immagine di se stessi che riecheggia in loro un senso di indegnità. [..]Pertanto la colpa che deriva dall’abbandonare un animale domestico al quale sono affezionati è superata dal bisogno inconscio di negare gli affetti, i sentimenti e le emozioni, perché è questo che si sono raccontati per tanto tempo”. Gli affetti, per queste persone, sono visti come un punto debole, un difetto e questi sentimenti che l’animale provoca sono vergognosi e disonorevoli.

Io mi chiedo che cosa abbiano fatto di così colpevole queste povere creature per meritarsi un trattamento così  disumano e spietato. I cani sono comunque esseri viventi che sono su questa Terra ed hanno lo stesso nostro diritto di essere amati, abbandonandoli fai la cosa più crudele che potresti fare: togli loro l’amore. Chi è l’animale adesso?

scooby

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