Alla (ri)scoperta della vela: tre giorni ed è subito passione!

il

di Emanuela Macci (a nome del I^D)

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Quando pensiamo al mare, di solito ci vengono in mente le vacanze, il sole, la spensieratezza, l’abbronzatura e il nuoto. Quasi mai, però, ci soffermiamo sulla vela, mezzo di trasporto ed esplorazione antichissimo, oggi considerato sport di secondo piano, giusto per pochi esperti.
Tuttavia, grazie al progetto promosso dal Ministero dell’Istruzione “Imparare Navigando”, noi del I^D ci siamo ricreduti. La nostra classe, infatti, si è recata per tre giorni – dal 7 al 9 Aprile 2016- presso il Circolo Velico di Latina, che si trova nell’ Hotel MiraMare, dove abbiamo partecipato a un corso che ci ha permesso di cimentarci concretamente nella navigazione in barca a vela.

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Così, più che assistere passivamente a lezioni teoriche o lasciare che facesse tutto l’istruttore, abbiamo imparato in prima persona a orzare e a poggiare il timone, cioè a manovrare l’imbarcazione a seconda della direzione verso cui volevamo andare e delle onde che ora ci cullavano, ora ci sballottavano, ponendoci in un rapporto con il mare diverso da istante a istante e per questo affascinante e avventuroso.

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Inoltre abbiamo gestito il fiocco e la randa (sono questi i nomi nautici delle vele vere e proprie), lascandole e cazzandole (anche qui, non un ambiguo francesismo, ma uno dei tanti termini specifici del mondo velico). Per fare ciò abbiamo osservato il vento e come soffiava e abbiamo agito di conseguenza, apprendendo nella pratica e in modo spontaneo le leggi della fisica riguardanti il vento e il movimento dei corpi nei fluidi.
Perfino la virata, ossia l’inversione di rotta, era un’esperienza coinvolgente perché tutto l’equipaggio era impiegato nell’operazione. In quei momenti più che mai percepivamo il respiro antico della navigazione, comprendendo veramente i molti esempi della Letteratura che dall’ “Odissea”, passando per la “Divina Commedia”, fino ai giorni nostri, elevano l’ “andar per mare” a espressione massima dell’intraprendenza e della curiosità umana.
Insomma non uno sport noioso, ma un’esperienza nuova che, tra “cazzate” di vela e “orzate” di timone, ci ha regalato del sano divertimento all’insegna di un ritrovato spirito di gruppo e di tanti valori della grande realtà marina, che merita di essere riscoperta.

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