Droga, alcol e malessere nel mondo della musica

il

di Sara Alicandro
Oggi si parla di musica. Si parla di canzoni, di cantanti; di chi sia valido o meno nel fare musica. Eppure ben pochi si accorgono di una costante che, si parli di colossi o di cantanti commerciali, rimane invariata da sempre: le dipendenze all’interno di questo ambito. Se ci pensiamo, in realtà, è una cosa abbastanza risaputa; ma l’attenzione non vi si posa quasi mai. Focalizziamoci un attimo sulla questione da un punto di vista umano, e meno analitico. Lasciamo stare quindi chi sia più o meno “bravo”.
Quanti sono stati i casi di profonda sofferenza interiore di persone di fama mondiale fino ad oggi? In effetti, parecchi.

droga e alcol
E’ qualcosa che più o meno c’è sempre stata, anche se è andata peggiorando agli inizi degli anni 70, ed è rimasta un problema primario fino alla fine dei ’90. Per fare degli esempi monumentali, basti pensare a David Bowie, che a periodi alternati ha affrontato tempi difficili di forte dipendenza da marijuana, cocaina, eroina ed lsd; Anthony Kiedis, il leggendario frontman dei Red Hot Chili Peppers, ha fatto uso di eroina e altri stupefacenti dall’età di 11 anni spinto dal padre. Si è disintossicato definitivamente solo nel 2000, all’età di trentasei anni; Kurt Cobain si è ucciso con un’arma da fuoco dopo una vita di sofferenza e dipendenze. Aveva 27 anni. Oggi conosciamo anche Miley Cyrus, che è passata dal recitare in “Hannah Montana” a distruggere quest’immagine drogandosi e compiendo volontariamente atti poco decorosi nei suoi concerti e nella vita di tutti i giorni; Rihanna, Billie Joe Armstrong, cantante dei Green Day, Gerard Way, dei My Chemical Romance, Britney Spears, Lady Gaga. Gli esempi da fare sarebbero infiniti.
Il concetto fondamentale è che tutti questi nomi spesso e volentieri ci sembrano appartenenti a un mondo diverso dal nostro, intoccabile, immortale. La verità pura, però, è che sono esseri umani, con una vita e dei problemi personali che esistono eccome. Altro che intoccabili. Forse sono addirittura le persone più esposte a tutto questo. Il perché ha diverse ramificazioni. Vita difficile? Debolezza emotiva? Nervi poco saldi? Quello che sappiamo è che è gente che soffre.
Le persone a questo non ci pensano. Le persone danno molte cose per scontate. Come il fatto che dietro alla maschera del cantante si celi una persona; una persona che è nata, che ha vissuto, si è procurata le sue ferite e ne porterà le cicatrici fino all’ultimo respiro, nel momento in cui morrà.

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