OSCAR 2016, LA RIVINCITA DEGLI SCONFITTI

il

di Emanuela Macci
Cosa rende un artista grande? Noi profani riteniamo un artista grande quando ci colpisce dentro, ci scuote, quando con la sua performance mostra un’anima profonda e complessa al pubblico, il quale non rimane impassibile, ma piange, ride, ama e odia e si immedesima percependo come vero e vicino quello a cui assiste. Quindi è con grande gioia che all’ assegnazione degli Oscar 2016 abbiamo appreso il tanto atteso riconoscimento ufficiale e prestigioso di due figure di spicco del panorama artistico attuale: Leonardo DiCaprio e Ennio Morricone.

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Tante volte, infatti, Leonardo DiCaprio ci ha colpito profondamente: facendoci sognare e piangere in Romeo+Giulietta, Titanic, Il Grande Gatsby; donandoci adrenalina pura in Prova a prendermi e Nessuna Verità; lasciandoci amarlo, odiarlo e compatirlo in The Wolf of Wall Street. Insomma, tutte queste performances lodevoli non sono mai state pienamente riconosciute dall’Academy, ma la negazione delle statuette ha spronato Leo a maturare e a crescere ulteriormente. Infatti, si è impegnato ancora di più: dal punto di vista cinematografico, dando prova di interpretazioni che di volta in volta superavano le precedenti; dal punto di vista umano, avvicinandosi molto ai problemi ambientali. E così in Revenant, collegato anche a quest’ultimo aspetto, ha dato veramente tutto se stesso, anima e corpo, effettuando una performance magistrale, così da non poter non essere consacrato ufficialmente come uno dei più grandi attori viventi.
Ma non dimentichiamo neanche il premio di un altro gigante, che tanto orgoglio porta al nostro Paese: Ennio Morricone. Il maestro, a 87 anni, dimostra ancora una grande volontà di mettersi alla prova e di stupire ed emozionare con la sua eccezionale musica, più diretta al cuore di mille parole. Basti pensare alle epiche colonne sonore di Il Buono, il Brutto e il Cattivo e Per un pugno di dollari, alla delicata quanto potente colonna sonora di The Mission , alla nostalgica colonna sonora di Nuovo Cinema Paradiso e alla musica della straordinaria Se telefonando. È da sempre stato celebrato e amato in tutto il mondo e così, dopo un ritardo inspiegabilmente lungo, è arrivato finalmente il Premio Oscar. Il Maestro ha accettato la statuetta con la grande e autorevole semplicità che contraddistingue i grandi, facendo sciogliere tutti i divi in una commossa standing ovation.
Ma l’88esima edizione dell’Academy Award non è stata solo la rivincita di Morricone e DiCaprio, ma anche il trionfo come miglior film di Il Caso Spotlight, che racconta l’inchiesta di alcuni giornalisti che portarono alla luce casi di pedofilia all’interno della Chiesa statunitense. Questo film dimostra le potenzialità del cinema impegnato, capace di portare sugli schermi un tema difficile, di far riflettere il grande pubblico e di dare voce agli sconfitti, le vittime degli abusi. Come hanno sottolineato sia il regista sia autorità ecclesiastiche, il film non va contro il Cattolicesimo o la Chiesa Cattolica, bensì rivela una tragica realtà di cui si sta prendendo atto negli ultimi anni e che si sta condannando anche all’interno del Vaticano.
Non potendo prolungare l’articolo, l’invito è quello di cercare gli altri vincitori, che sono stati validi e meritevoli della statuetta.

 

 

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