LA FINE DELL’ERA CARTACEA? FORSE NO…

il

di Leonardo Ciucci

i giovani e i libri

Al giorno d’oggi, la tecnologia sta diventando sempre più importante, anche e soprattutto nella vita quotidiana. Ormai esistono App che ci consentono di fare di tutto, perciò a cosa servono ancora, per esempio, gli orologi, se possiamo tranquillamente controllare l’ora sul nostro smartphone ultimo modello? In questa situazione, molti potrebbero pensare che anche i libri cartacei verranno presto soppiantati dai moderni e-book. Ma si sbaglierebbero. Secondo uno studio pilota dell’American University of Washington, almeno un quarto degli studenti preferisce ancora la versione stampata. “Mi piace la sensazione” dice Frank Schembari, studente ventenne al terzo anno della suddetta università “Mi piace tenerlo in mano. Non si scarica. Non emette suoni”. Naomi S. Baron, linguista all’università di Washington, ha scritto un libro su questo argomento, “Parole sullo schermo. Il destino della lettura in un mondo digitale”, dove spiega scientificamente i motivi per i quali gli studenti continuano a preferire il formato cartaceo, come per esempio il fatto che leggendo in formato digitale è più facile distrarsi dato che si scorrono più velocemente le parole. Chiedendo a dei ragazzi quale fosse la cosa più sgradevole del leggere su carta, la risposta più frequente ed interessante ottenuta da Baron è stata: “L’aspetto sgradevole è che ci vuole più tempo, perché si legge con più attenzione”. Inoltre, alcuni studiosi dell’università norvegese di Stavanger, facendo leggere uno stesso libro a due gruppi di ragazzi, al primo su carta e al secondo su e-book, hanno scoperto che la memorizzazione risulta molto superiore per i “cartacei”. Anche per questo aspetto della memorizzazione, l’ambito nel quale si continua preferire di più la versione cartacea è quello scolastico. Tutti gli studenti infatti, soprattutto universitari, affermano che la versione cartacea è indispensabile, anche per via del grande vantaggio di poterci scrivere sopra degli appunti velocemente e facilmente. A conferma di ciò, Don Kilburn, responsabile del Nord America Pearson, la più importante casa editrice nell’ambito dell’istruzione, ha affermato che lo spostamento al digitale “al momento non sembra una rivoluzione: sembra più un’evoluzione, anche piuttosto impacciata”. Naturalmente anche gli e-book hanno le loro qualità, sono economici, pratici e maneggevoli, ma sicuramente dovrà passarne di tempo prima che prendano il posto dei cari, vecchi libri stampati.

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