Cosa è accaduto questa settimana

di Benedetta De Pasquale, Francesca Castaldi

Svelata l’identità del boia dell’ Isis (26/02/15)

“Jihadi John”, il boia dell’Isis comparso in diversi video di esecuzioni di ostaggi, si chiama Mohamed Emwazi, ha 27 anni ed è di Londra. Lo ha rivelato la BBC citando fonti di Scotland Yard. Il vero nome di “Jihadi John” era già noto alle autorità britanniche che hanno deciso di non rivelarlo prima per non compromettere le indagini.

Continua la polemica olandese (25/02/15)

L’Olanda dovrebbe farsi carico dei danni provocati dagli Hooligans del Feyenoord a Roma, giovedì scorso, e pagare di tasca propria il restauro della “Barcaccia”. È quanto chiede oggi il Senato olandese al suo governo. Nel frattempo, un’azienda olandese di restauro, la Koninklijke Woudenberg, che in passato ha lavorato al celebre  Rijksmuseum di Amsterdam, s’è fatta avanti, proponendo di restaurare gratis il capolavoro del Bernini. Secondo i media olandesi avrebbe inviato la sua offerta alle autorità italiane, senza ancora averne ricevuto alcuna risposta.

Mosca a Kiev, stop gas senza pre-pagamenti entro sabato

Putin, taglio gas Kiev a est Ucraina puzza di genocidio . Le forze armate ucraine sostengono di non poter ancora iniziare il ritiro delle armi pesanti. Da oggi Kiev comincia a ritirare le sue armi pesanti dalla linea del fronte, “esclusivamente con il monitoraggio dell’Osce”: lo ha annunciato lo stato maggiore ucraino. La notizia è stata confermata anche dai ribelli. L’esercito inizierà ad arretrare le armi calibro 100 mm.

Messina, 30 mila euro per comprare un bimbo rumeno: otto fermati (26/02/15)

Il blitz dei carabinieri all’arrivo del bambino al porto di Messina  accompagnato dalla madre e dal fratello maggiore, insieme ai due pregiudicati messinesi che avevano organizzato la compravendita. Manette anche ai coniugi “acquirenti”. Il piccolo preso in consegna dai carabinieri.

 Grecia, crisi anche nel calcio (25/02/15)

Il governo greco ha disposto la sospensione immediata del campionato di calcio a causa dei ripetuti episodi di violenza fra le tifoserie che ne hanno caratterizzato lo svolgimento. Secondo il governo di Alexis Tsipras, non ci sono le condizioni di sicurezza per continuare.

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