Notte bianca al Classico: la notte nazionale del Liceo

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di Chiara Falsetti, Erika Pedoto

“Il Liceo Classico prepara alle professioni del futuro, insegna a ragionare e a resistere, e questo perché grazie alle “lingue morte”, propone veri “problemi da risolvere” e non semplici “esercizi da eseguire”. Queste le parole di alcuni tra più importanti filologi e filosofi del panorama italiano: Luciano Canfora, Umberto Eco e Dario Antiseri. Le loro sembrano valide risposte all’interno dell’acceso dibattito riguardo la validità della formazione umanista e classicista che da qualche mese ormai infuria sul web e non solo. Ai duri attacchi rivolti alla formazione classica, considerata ormai inutile e inadatta nonché “quasi morta”, hanno risposto più di 150 Licei Classici di tutta Italia proponendo una brillante serata fatta di letture di alto livello, musica, testi recitati e mostre fotografiche.

L’iniziativa è stata promossa dal Liceo Classico “Gulli e Pennisi”  di Acireale in Sicilia su idea del docente di Latino e Greco, il professor  Rocco Schembra, per il rilancio degli studia humanitatis e per ribadire la grandezza indiscutibile della civiltà classica. La serata, svoltasi il 16 gennaio 2015, ha coinvolto i licei di tutta la penisola, dal Sud, al Centro, fino al Nord facendosi conoscere sia attraverso i canali di comunicazione ufficiali, sia attraverso i social network.

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Anche il Liceo Classico Dante Alighieri di Latina ha partecipato a questo memorabile evento aprendo per una notte la scuola a studenti e non. Il liceo si è acceso in ogni sua parte, dall’atrio alle singole aule, dalla palestra all’Auditorium, e la preparazione della serata ha coinvolto tutti, sia professori che studenti, e anche qualche genitore. L’evento ha avuto inizio alle 18.00 in contemporanea in tutta Italia. In particolare a Latina è stata introdotta da un concerto lirico dell’applauditissimo Dario Ciotoli seguito dalle considerazioni sull’argomento degli stessi studenti. Tra questi abbiamo la testimonianza di uno dei rappresentanti di istituto, Duilio Carlo Cirilli, che ha affermato che “il Classico aiuta a vivere e ad inserirsi all’interno di una comunità”. Le sue parole sono state seguite da quelle di un altro studente, Andrea Mellacina, che ha condiviso appieno l’idea di Cirilli precisando che lo studio classico “aiuta a formare anche le singole personalità”. Ad avvalorare “il senso del classico” sono intervenuti, oltre alla preside dell’istituto Giovanna Bellardini, anche il direttore de “Il Messaggero” di Latina Vittorio Buongiorno che nel suo intervento ha sottolineato anch’egli l’importanza dello studio classico e all’ampia formazione che questo offre. Anche la professoressa Sabrina Rossi ha dato voce all’idea da tutti condivisa che il Liceo Classico fornisce la capacità di risolvere i problemi che di volta in volta si presentano in vari modi, grazie alla versatilità degli strumenti che questo offre. La serata è andata avanti fino alla mezzanotte tra film, conferenze, dibattiti e quiz di cultura generale tra classi.

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La conclusione è stata comune: tutti gli studenti di tutte le scuole hanno letto in contemporanea, in greco e in traduzione italiana, il celeberrimo “Notturno” di Alcmane, lirico greco del VII sec. a.C., a chiudere una notte che è stata magica, speciale e così unica.

 

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