“Non possiamo stare al mondo solo per sopravvivere. Dobbiamo vivere”

di Francesca Ludovici

inferno

Nuova ed emozionante rivisitazione della Divina Commedia, questa nuova trilogia di Francesco Gungui è infatti composta da Inferno, Purgatorio e Paradiso.

In un’ambientazione futuristica, Alec è un giovane cittadino di Europa, il continente dove ogni giorno sopravvivere è una sfida alla povertà e al degrado. Al contrario presso le coste del Nord Africa sorge la città di Paradiso: un luogo perfetto, dove tutti vorrebbero vivere. Qui vive Maj, figlia di uno dei quattro governatori del mondo, gli oligarchi.Chiunque commetta crimini è destinato a una prigione speciale: l’Inferno, un capolavoro di ingegneria e meccanica ispirato all’Inferno dantesco, con i vari cerchi, contrappassi e creature mostruose. Sopravvivere è molto difficile e fuggire sembra impossibile.

Alec e la sua famiglia sono chiamati a lavorare a Paradiso e qui il ragazzo conosce Maj. Sin dal loro primo incontro, i due sentono di essere legati, nonostante provengano da mondi diversi. Alec si chiede come si possa vivere a Paradiso, dove non devi preoccuparti ogni giorno di arrivare a sera e fuggire dalle guardie dell’Oligarchia, che spesso catturano innocenti per portarli nell’Inferno. Maj invece si chiede come sia il mondo di Alec, libero, dove non ci sono mura e gli abitanti possono conoscere la verità, senza che la televisione e le istituzioni modifichino notizie e fatti storici. La situazione cambia quando Anton, il padre di Maj, viene arrestato per tradimento della patria e con lui anche Maj. Alec, sconvolto, decide di compiere un’impresa mai riuscita a nessuno: scendere nell’Inferno e scappare con Maj da lì. Ma lui può farcela: ha una mappa, i disegni del padre scomparso quando lui era bambino. Può farcela, perché suo padre era uno degli architetti dell’Inferno.

Con colpi d’azione e una storia d’amore tormentata, Gungui ci mostra come sarebbe il nostro mondo se perdessimo il ricordo del passato: nessuno è in grado di decidere con la propria testa e solo chi ha la conoscenza detiene il potere. Maj e Alec, però, vogliono saperne di più: com’è il mondo fuori dagli insediamenti oligarchici? L’Oligarchia è davvero giusta, anche se fa soffrire miliardi di persone a Europa e nell’Inferno? Il passato è avvolto nel mistero, le scuole non ne parlano, il governo censura tutto. Ma i giovani ideali dei ragazzi sono più forti: lottano per parole come giustizia, libertà e pace, ormai cadute in disuso.

Il lungo viaggio attraverso i cerchi infernali ci fa vedere la Divina Commedia sotto occhi diversi, mostrandoci la miseria e l’empietà dei condannati, l’orrore di un luogo che racchiude tutto il male che l’uomo ha dentro sé. L’Inferno sono i nostri incubi, la nostra parte peggiore, in cui smettiamo di essere uomini e diventiamo belve feroci. È il posto dove la legge la detta il più forte, dove uccisioni e tradimenti sono all’ordine del giorno. Il Purgatorio, l’isola dei ribelli, ispirata alla Polis greca, è il simbolo di libertà e indipendenza, ma nasconde un segreto: per scalare la montagna che porta alla città, bisogna superare diverse prove, proprio come nella Divina Commedia. Il Purgatorio insegna che tutto ha un prezzo e che spesso gli ideali accecano le persone, portandole a compiere azioni terribili, come nel caso dei ribelli che fanno prigionieri i sostenitori dell’Oligarchia, non rendendosi conto di togliere a qualcuno la libertà che tanto desiderano. Il Paradiso, invece, è il tentativo umano di riprodurre il Cielo in Terra, naturalmente senza successo. Sta proprio a simboleggiare i limiti e gli insuccessi degli uomini, che non possono portare indietro i morti, ma continuano ad illudersi di esserne capaci. L’uomo non è onnipotente, anzi, sono proprio le sue fragilità, i suoi problemi, i suoi difetti a renderlo uomo. Gungui coglie appieno, in tutte le sfumature, questo concetto, descrivendo dubbi, tradimenti, errori e fallimenti che ci caratterizzano ogni giorno.

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