Marco Belinelli: costanza e determinazione ripagano

di Mattia Campagna

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È il 2007, Marco prende il volo per gli USA, destinazione: Oakland. Sarà il secondo Italiano della storia a calpestare i prestigiosi parquet delle arene statunitensi, prima di lui infatti è arrivato Andrea Bargnani . Torniamo indietro di un solo anno però, quando ai mondiali del 2006 in Giappione, si gioca Italia-Usa, la partita in cui quel ragazzo con la casacca numero 25 fa girare la testa a tutto lo staff del Dream Team USA, capace anche di schiacciare in testa a un certo Carmelo Anthony. La stagione che viene è quella della sua consacrazione, segno del destino, a lanciarlo sarà l’ allenatore Ettore Messina, figura che ritroverà qualche anno dopo oltreoceano,ma andiamo per ordine.Quattro stagioni (Virtus Bologna), una finale di Eurolega persa, uno scudetto e una supercoppa Italiana dopo, Marco è la diciottesima scelta al draft, e ad assicurarselo sono i Golden State Warriors: l’inizio è scoppiettante, ma il resto della stagione è deludente, così come anche quella dopo. Nel 2009 passa ai Toronto Raptors , dove passa un anno da fantasma , viene impiegato poco e il suo morale è destinato a calare. A fine stagione saluta e si accasa ai New Orleans Hornets , finalmente una stagione da protagonista: è infatti il migliore della franchigia con una media di 12 punti a partita. Parentesi, quella di New Orleans, che si conclude con il passaggio ai Chicago Bulls, dove inizia a carburare tardi e, complice anche l’infortunio della stella Derrick Rose, scala le gerarchie, trascinando insieme a Nate Robinson la squadra fino ai play off dove si dovranno però arrendere ai Miami Heat dei Big Three, poi campioni. Per Beli arriva la chiamata della vita, quella di Greg Popovich. Marco trova la sua dimensione a San Antonio, dove sancisce due record, primo italiano a vincere l’anello nonché a vincere la “3-point-shootout” agli All Star Games. Nella stagione successiva (quella attuale) ritrova quell’Ettore Messina di cui parlavamo prima, diventato il secondo del maestro Popovich. Marco sta continuando a far sognare i tifosi Texani, riuscendo persino a non far rimpiangere le stelle Tony Parker, Tim Duncan, Manu Ginobili, nella partita di questa notte, nella quale ha messo a segno 22 punti. Continua così, Beli.

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