Progetto “Cittadinanza attiva”: l’esempio di una scuola che forma

di Alessia Ceccherelli.
Foto a cura di Chiara Bajo e Marianna Lanza.

L1010760 (1)

“Noi stessi, sempre d’un crimine sospetti, noi che passammo le frontiere. E ognuno di noi, che tra la folla va con le scarpe sdrucite, attesta il disonore che la nostra terra macchia”.

(B. Brecht)

Si parlava di migranti, martedì 20 maggio al liceo classico Dante Alighieri di Latina. Di gente che viene, di gente che va. Di gente che decide di restare e di gente che compie la dolorosa scelta di andarsene via, forse per sempre, forse no. Di andare via con l’idea, poi, di ritornare. Di andare via e non tornare più.
C’erano tutti, martedì, per la giornata conclusiva del grande progetto che ha coinvolto, durante l’intero anno scolastico, tutto il biennio dell’istituto, oltre a un considerevole numero di studenti provenienti da cinque diverse scuole medie ed elementari, per un totale di circa 414 ragazzi.
“Cittadinanza attiva. Diritti umani, uguaglianza e solidarietà. Migrazioni di ieri e di oggi: il caso pontino”. Questo il nome di un progetto imponente per organizzazione e obiettivi, scelto e promosso dal Parlamento nell’ambito dell’iniziativa “dalle aule parlamentari alle aule di scuola”, sostenuto da partner illustri e competenti come l’Ordine degli Avvocati di Latina, la Fondazione Avvocatura Pontina “Michele Pierro”, la Coldiretti, l’ESEL – CPT, l’ANFE Famiglia Migrante e SenzaFrontiereOnlus, e arricchito dalla partecipazione dei ragazzi degli Istituti Comprensivi “Frezzotti Corradini”, N. 5 di Via Tasso, “Don Milani”, “Vito Fabiano” e “Prampolini”. Un progetto immenso se si pensa all’enorme lavoro che c’è stato alle spalle per consentire lo svolgimento della giornata di martedì, che ha visto protagonisti in primo luogo i ragazzi, con l’allestimento della mostra permanente dal titolo “Nessuno resta dove è nato” nell’atrio principale dell’istituto e la lettura interpretativa, nel corso della mattinata, di alcuni passi dal libro “Canale Mussolini”, di Antonio Pennacchi. Ma anche la dirigente scolastica prof.ssa Giovanna Bellardini, e i tanti, tantissimi docenti, dal prof. Antonio Incandela alla prof.ssa Tiziana Spaghetti al prof. Giuseppe Magagnoli, ma soprattutto le prof.sse Daniela Petrone, Sabrina Rossi e Norma Pitrolo, che hanno ideato e proposto il progetto in collegio docenti e che si sono successivamente occupate,con rara dedizione e passione sincera, alla difficile e laboriosa realizzazione di un percorso.

Lettura Canale Mussolini - inizio

Un percorso che è prima di tutto un progetto educativo, come ci ha tenuto a sottolineare l’avvocato Giovanni Malinconico in apertura della giornata di martedì, un progetto che è dimostrazione di una scuola “che più che informare, forma”. Un progetto vincente, sicuramente vincente, perché ha contribuito a creare nei ragazzi coinvolti una coscienza collettiva, una rete necessaria di consapevolezza umana che sta alla base di ciò che vuol dire civiltà. Perché civiltà vuol dire anzitutto intelligenza, rispetto, tutela di quei diritti umani che ci vengono dalla nascita, che sono uguali per tutti, che sono validi per tutti, che vanno difesi per tutti. Perché sentir parlare di gente che auspica la sparizione immediata di tutti gli stranieri dal suolo italiano, vedere gente che lancia banane in un campo di calcio, sentire qualcuno che dice che a quelli che affogano “nei canali di Otranto e Sicilia” gli sta bene, fa paura. Allora bisogna mettersi in guardia, e difendersi dalla volgarità dilagante di un’ignoranza ostentata, e bisogna difendere in primo luogo i ragazzi affinché comprendano, e comprendano da subito, che “nessuno resta dove è nato”, che tutti prima o poi siamo destinati ad andare via, che non c’è ricchezza possibile senza lo scambio, il tu per tu con l’altro, lo scontro.
Bisogna difendersi perché è un attimo, non ci vuole nulla a ritrovarsi tra quelli che tirano banane e sono fermamente convinti che è per colpa dello straniero che non c’è lavoro, perché “ci vuole intelligenza per stare insieme” e non è sempre facile, non deve essere sempre facile, ma è necessario che sia.
Allora ecco, il progetto di cittadinanza attiva celebrato martedì voleva dire proprio questo, e voleva dirlo attraverso stralci di vita vissuta di ragazzi, docenti, famiglie, che insieme, con  estrema intelligenza, hanno costruito un percorso il più possibile interdisciplinare, il più possibile globale, il più possibile giusto, per difendersi con le unghie dal rischio di diventare stupidi.

Visita Mostra

“Ci siamo sentiti tanti Ulisse”, ha detto la prof.ssa Rossi commentando i mesi passati, “e come tanti Ulisse abbiamo incontrato sirene e ciclopi”. Con la stessa meraviglia, lo stesso stupore di Ulisse e i suoi uomini che per la prima volta incontrano l’altro, il diverso, il nuovo. Lo stesso entusiasmo, la stessa commozione. La grazia con cui si è saputo apprezzare qualcosa che non ci appartiene. E soprattutto la naturalezza, è questo che colpisce, la naturalezza, quella che dovrebbe esserci ogni volta che si parla di migranti. La naturalezza che viene dalla constatazione che “sembra esserci nell’uomo, come nell’uccello, un bisogno di migrazione, una vitale necessità di sentirsi altrove” (M. Yourcenar). La naturalezza che è propria solo della maturità che viene dalla cultura, dal sapere, dal conoscere che cosa vuol dire. La maturità di arrivare a dire che “non è l’etichetta che crea la condizione dell’uomo, ma il suo comportamento”, come ci ha tenuto a puntualizzare martedì Roberto Andreozzi. E la commozione nella voce di persone straniere che martedì mattina hanno detto cose come “io mi sento molto più italiana che polacca”, con un senso di appartenenza che non è più nostro ormai da molto.
C’è molto da imparare. Come sempre. Moltissimo su cui riflettere. Per chiederci dove sbagliamo, se sbagliamo. Per provare a capire. Se non altro provare, che sarebbe già qualcosa. E intanto guardare a questi ragazzi, bellissimi nelle loro maglie blu tutte uguali, ai loro docenti, commoventi nello slancio, nell’impegno, nella voglia, e vederli così uniti, così vicini, e avere la consapevolezza che da oggi nel mondo 414 ragazzi gireranno sapendo cosa vuol dire essere persone.

Mostra-2

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...