“La musica è il mio canale”. Intervista a Emiliano Valverde.

a cura di Fatima Boutrad.

emiliano-valverde

 

Ventisei anni, italo-argentino, con una grande passione per la musica, cantante del duo TakeTwo e membro del coro Gospel Big Soul Mama. Emiliano Valverde quest’anno parteciperà al talent The Voice nel team di J-Ax. Per conoscerlo meglio l’abbiamo intervistato.

 

Raccontaci un po’ del tuo percorso artistico. Quando nasce la tua passione per la musica?

La passione per la musica l’ho avuta da sempre, sin da piccolo. Mi sono avvicinato per la prima volta alla musica suonando il clarinetto nell’orchestra della scuola media “Giovanni Cena”. Pian piano ho capito che mi piaceva cantare, ho iniziato per gioco, magari cantando al karaoke. All’età di sedici anni mi sono avvicinato al Gospel, e da lì non ho mai lasciato, ho sempre continuato a crederci ed a studiare per migliorarmi. È una passione, mi fa stare bene, e fare qualcosa che ti fa stare bene è la cosa migliore!

 

Raggiungere un proprio stile, un’identità, quanto è importante per un musicista?

Raggiungere un’identità e uno stile per un musicista è raggiungere se stesso, la ricerca del tuo stile è la ricerca di te stesso. Secondo me è lo scopo principale.

 

Quali sono i tuoi punti di riferimento?

Quando ero più piccolo ascoltavo tanto la musica leggera italiana, tutti i cantanti pop italiani, da Baglioni a Raf, Venditti. Poi crescendo mi sono avvicinato ai Beatles, Michael Jackson, Prince, Jeff Buckley. Adesso i miei punti di riferimento maggiori sono Jeff Buckley e Michael Jackson.

 

Cos’è la musica per te?

La musica è un canale, che ti permette di arrivare alle persone che ti stanno vicino, un canale attraverso il quale riesci a trasmettere qualcosa e far capire chi sei. La voce poi è uno strumento. La musica è soprattutto una ricerca di ciò che si è, e lo si cerca di esprimere nella maniera migliore. È un modo per confrontarsi con se stessi, con quello che si prova, alla fine tu canti quello che provi, e miglior confronto di questo non c’è.

 

Quanto conta per te il testo di una canzone rispetto alla musica?

Bella domanda! Beh il testo è il vero significato, la musica diventa l’atmosfera, diventa il vestito del tuo pensiero, delle tue parole, di quello che vuoi comunicare. Musica e testo sono complementari, non c’è qualcosa di più o meno importante. Poi il testo da canzone a canzone può cambiare vestito: un bel testo può essere vestito in una maniera ed essere una grande canzone rock, oppure essere vestito in un’altra ed essere una grande canzone swing. Ovviamente l’identità del testo dà un forte carattere.

 

Tra le tue esperienze e partecipazioni, quali ricordi con più soddisfazione?

Sinceramente una cosa molto piccola. All’Epifania dello scorso anno, sono andato in una casa famiglia con degli amici, dei musicisti di Latina, a fare un regalo ai ragazzi, a suonare per loro. È stato un momento che mi ha dato tanto. Anche cantare con il coro Gospel, cantare in palchi più grandi o partecipare ai festival, come il premio Mia Martini, è stato molto gratificante, però questa è stata l’unica esperienza che mi ha riempito veramente.

 

 

Cosa rappresenta per te la partecipazione a The Voice? Un punto di arrivo, un inizio o una semplice gara?

The Voice è un palco, un palco diverso, un palco atipico rispetto ad un palco live. Ti espone a tante persone e vieni giudicato in tempo reale. Riamane pur sempre un palco e quindi punto solo alla mia esibizione, tutto il resto è una cornice. Senz’altro è una grande opportunità per farmi conoscere.

 

Come mai hai scelto “Le ore piccole” di Neffa per la tua esibizione?

Questa è canzone stata la canzone che ho portato alle audizioni, poi mi è stato consigliato di portarla alle blind, forse avrei cantato altro. In fin dei conti l’ho portata per due ragioni: il testo del brano mi rappresenta molto, rappresenta un momento della mia vita, è come se l’avessi scritto io stesso. Era un passato, un vissuto che mi apparteneva. Poi è curioso che un cantante porti Neffa ad un talent del genere, è una maniera diversa per vedere il modo di cantare, per aprirsi di più e non rimanere sui canonici cantanti, seppur bravissimi. Neffa ha un mondo a parte, oltre ad essere un grande cantante. Questa è stata la mia scelta, di tutta la musica italiana era un testo che sentivo mio, mi ha fatto piacere portarlo.

 

Sei anche un autore o interpreti solamente? In entrambi i casi, quanto c’è di Emiliano nelle canzoni che canti?

Per ora interpreto, pian piano mi sto avvicinando anche alla scrittura, e nella scrittura sto cercando Emiliano. All’interno delle canzoni che canto c’è tanto di Emiliano, o meglio provo ad inserirlo in tutto e per tutto e cerco di fare una ricerca accurata di Emiliano nei pezzi. Adesso c’è un Emiliano al 50%, punto ad arrivare ad un 80, 90%. Bisogna sempre lavorare su se stessi per migliorarsi ed essere soddisfatti dei propri risultati.

 

Hai un particolare progetto ideale, concettuale a cui arrivare come massima aspirazione?

Per adesso canto e lavoro. Purtroppo solo cantando non si campa! Poi studio perché lo studio è importantissimo, infatti mi sono laureato da poco e sto continuando la laurea specialistica. Però non ho grandi progetti, il progetto principale è cantare ed essere soddisfatto ogni volta che scendo dal palco.

 

Quando e dove potremo rivederti?

Il 1° maggio sarò con i Big Soul Mama in piazza del Popolo all’abituale concerto. Poi sicuramente qualche serata col duo.

 

Bene Emiliano, noi ti facciamo i più sentiti auguri per il tuo futuro, grazie mille!

Grazie a voi! Bravi ragazzi continuate così!

 

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