Il trionfo del paese arcobaleno

il

di Elisa Ferrari e Francesco Pannone.

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5 dicembre 2013. Una data che resterà impressa nella memoria di tutti, e nella memoria storica dell’umanità. All’età di 95 anni è venuto a mancare Nelson Mandela, figura emblematica, uomo simbolo della lotta al razzismo, colui che cambiò le sorti del Sudafrica trasformandolo nella nazione arcobaleno.
Mandela nasce il 18 luglio 1918 da una nobile famiglia sudafricana, appartiene a una tribù orientale. Il nome “Nelson” gli è affidato in seguito dalla maestra, che sceglieva per i bambini sudafricani nomi inglesi. Nel 1930 la Nazione entra in una situazione ad alta tensione. Nel 1940 Mandela viene espulso dall’università di Fort Hare per aver mostrato, insieme al compagno Oliver Tambo, un chiaro sentimento d’indignazione in merito alle regole dispregiative e razziali che vigevano nell’università e per aver guidato una manifestazione studentesca. Mentre torna a casa è informato di un imminente convoglio a nozze: fugge così a Johannesburg. Nel 1944, Mandela, Sisulu e Tambo costituiscono la Lega Giovanile dell’ANC, della quale Mandela è presidente. Da questo momento in poi dedica anima e corpo a condurre una campagna non violenta di disobbedienza civile, aiutando ad organizzare scioperi, marce di protesta e manifestazioni, incoraggiando la gente a rifiutarsi di obbedire alle leggi discriminatorie. E’ arrestato per la prima volta nel 1952, assolto, torna in prigione nel 1962, accusato di alto tradimento. Era diventato un criminale non per ciò che aveva fatto, ma per quello in cui credeva. Nel 1964 arriva l’ergastolo a Robben Island, che rappresenta in maniera più completa di qualsiasi altro pezzo di terra sudafricana, l’aspetto detestabile degli ultimi tre secoli di storia del Sudafrica. La vita era tremendamente dura. Cominciò così una nuova e diversa battaglia, quella per migliorare le condizioni di prigionia, terribilmente ingiuste e disumane. Mentre otteneva tutte queste piccole vittorie, Nelson Mandela non dimenticava la battaglia più importante, e nonostante il passare degli anni, il mondo non si dimenticava di lui. L’11 febbraio 1990, fu incondizionatamente libero. Nonostante ventisette anni lunghi e bui di privazioni e di prigionia repressiva, pur avendo assistito a casi estremi di crudeltà, dolore, sofferenza e disperazione, in qualche modo questo uomo meraviglioso ne è uscito nobilitato, indomito e ostinato, rafforzato nella sua volontà di combattere sempre di più contro l’Apartheid. Trascorsi ventisette anni, Mandela esce di prigione. A metà degli anni ’80 la condanna internazionale lo porta a colloqui segreti con il governo, e nel 1990 è definitivamente libero. E così questo uomo alto, magro e distinto si trova di fronte a una grande folla venuta a salutarlo. Nelson Mandela è perciò la prova del trionfo dell’animo umano contro avversità e privazioni insopportabili. Nel 1990 ha sospeso la lotta armata. Due anni dopo è diventato Presidente dell’ANC, unendosi al governo nei negoziati per il futuro del Sudafrica. Da questo momento il perdono diventa la sua arma principale. Cerca la pace con il Presidente De Klerk, e nel 1993 riceve il Premio Nobel per la Pace. Nel 1994 arriva finalmente l’elezione come Presidente. Si tratta di un grandissimo passo per tutti coloro che avevano creduto nel cambiamento, in qualcosa di nuovo. Qualcosa di migliore. Mandela si preoccupa della costruzione della Nazione e fa ogni sforzo possibile per abbattere le minoranze in Sudafrica. E’ l’inizio del suo nuovo ruolo di negoziatore e intermediario per la pace e la riconciliazione.
Nella sua vita, Mandela, ha avuto tre mogli, che hanno dovuto competere con la politica, la prigione e ciò che comporta stare al fianco di un uomo come Nelson Mandela. Nelson Mandela si è ritirato ufficialmente dalla vita pubblica nel 1999, ma non ha mai interrotto una grandissima azione umanitaria, portando la sua instancabile battaglia per la pace oltre i confini del Sudafrica. Mandela muore il 5 Dicembre 2013 a Johannesburg.

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