NBA:East

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East ends
 
Una nave nel mare in tempesta. Non è l’esordio di un romanzo, ma la perfetta metafora per la difficile situazione che stanno affrontando le franchigie newyorkesi dei Knicks e dei Nets. I primi, per mantenerci in tema, stanno navigando a vista: la superstar Carmelo Anthony, sempre più predicatore nel deserto, ha chiesto rinforzi a viva forza. Oggettivamente però pare complicato un cambiamento di rotta, nelle mani del gm Steve Mills. Liberarsi dal contratto da 20 milioni annuali di Amare Stoudemire è cosa impraticabile.
Se al Madison piangono, a Brooklyn non se la passano benissimo. Kidd sta trovando la luce in fondo al tunnel, grazie alle solide prestazioni di Blatche e Johnson e al rientro di Deron Williams.
Chiudono il quadro della Atlantic Division Raptors, Celtics e Sixers. Dall’inverno canadese ai grattacieli di Boston non si fa altro che parlare di tanking, termine ultimamente di moda. Tanking, ovverosia rifondare, scaricare i contrattoni e cercare un nuovo assetto finanziario. A Boston molti storcono il naso al pensiero che Rajon Rondo possa rientrare come pedina di scambio in una trade.
Lo stesso discorso vale per Detroit. Imbottiti di lunghi, i Pistons intendono costruire la loro nuova squadra attorno a Andre Drummond. Il nostro Datome, per il momento, il campo lo vede solo col binocolo. Milwaukee è in cerca di un’identità precisa: non ci sono più scuse per un quintetto di basso livello ormai da tempo. I Bulls si trascinano a rilento, ma hanno trovato una certezza: Joakim Noah. Il figlio d’arte del tennista del secolo scorso è in gran forma e si candida per un posto nell’All Star Game. Chi è alla ricerca di questo posto è anche Kyrie Irving, condottiero di Cleveland con le polveri bagnate. Tanti tiri presi, anche in condizioni precarie, e di conseguenza una percentuale molto bassa.
Capitolo Indiana. I Pacers detengono il miglior record della lega, giocando una pallacanestro esteticamente apprezzabile e funzionale. Hibbert domina sotto le plance, George è onnipresente( per chi se la fosse persa, ecco il link della schiacciata dell’anno contro i Clippers http://www.youtube.com/watch?v=WdiJq9rRpwU),Stephenson in crescita costante. Miami è avvisata: la finale di Conference non sarà una passeggiata.
Miami. Dalla Florida osservano con cura i possibili rivali per il titolo. King Lebron è cosciente della sua manifesta superiorità. Ciò non ha comunque evitato alcune sconfitte sanguinose agli Heat, soprattutto negli ultimi tempi. Bobcats e Magic sono in una fase di transizione e stanno cercando di capire cosa fare da “grandi”, alla ricerca di rookies di alto livello per il prossimo draft, che si preannuncia uno dei migliori degli ultimi tempi. I Wizards oscillano a quota .500 tra sconfitte e vittorie, mentre gli Hawks, dopo la sconfitta oltreoceano patita a Londra con i Nets, hanno sconfitto Miami e si sono rimessi prontamente in marcia, insieme a Kyle Korver. Lui non si è fermato mai. Minimo una tripla nelle ultime 109 partite e un posto nella storia del basket.
Il report di metà season prima della pausa dell’All Star Weekend recita di una Indiana in grandissima forma e di un James pronto ad affrontarla per il terzo anello consecutivo. Disarmante è invece come il record di partite vinte e perse sia negativo per tutte le squadre eccetto le prime tre. L’Ovest, di cui parleremo in seguito, è lontano e pressochè imbattibile. L’Est sta affondando, a Miami e Indiana il compito di calare le scialuppe.

 

Di Jacques Ferrand

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