Anniversario della morte di Kurt Cobain

nirvana

di Emanuele De Meo.

Una personalità  tanto confusa quanto tormentata emergeva dalle parole delle sue canzoni. Kurt Cobain, leader dei Nirvana, band che ha segnato senza ombra di dubbio la storia della  musica rock, si è tolto la vita il  5 aprile del 1994 sparandosi un colpo di fucile calibro 20 in testa. Un’uscita di scena folle, come  era  il suo modo di vivere e quello di esibirsi sul palco. Estrema come le grida di insoddisfazione e disperazione nelle sonorità dei tre album dei Nirvana: “Bleach”, “Nevermind” e “In utero”.
Cobain non ha mai nascosto il suo male interiore nel vivere la vita. Anche dal nome scelto per la sua band si può intuire  la voglia di trovare una pace, un equilibrio che forse non ha mai trovato nella sua breve esistenza. “Nirvana significa liberazione dal dolore e dalle sofferenze del mondo esterno e questo si avvicina al mio concetto di punk”, disse una volta il leader suicida della band.
Al contrario di molti leader famosi come potevano essere Mick Jagger o  Freddie Mercury , Kurt odiava la fama e il successo. Questo non impedì comunque a lui e ai Nirvana di diventare il simbolo di una generazione. Una delle canzone più conosciute del gruppo, ‘Smell like teen spirit’’, è stata identificata dai giovani degli anni ’90 come il loro urlo di protesta. Uno sfogo che ognuno interpretava a suo modo, con la  rabbia personale o da scagliare verso una società decaduta e senza valori .
La rabbia giovanile ha pagato bene, ora sono stanco e vecchio, cantava in “Serve the servants” canzone contenuta nell’ultimo album registrato dalla band punk-rock nel 1993. E così, affetto da vari disturbi e dipendente da alcol e droga, a soli 27 anni decise di porre fine alle sofferenze di una vita.
“Io non provo più emozioni nell’ascoltare musica e nemmeno nel crearla…   Quando siamo nel backstage e le luci si spengono e sento il maniacale urlo della folla cominciare, non ha nessun effetto su di me, non è come era per Freddie Mercury, a lui la folla lo inebriava, ne traeva energia e io l’ho sempre invidiato per questo, ma per me non è così’’. Queste alcune parole scritte da Kurt Cobain nella lettera che accompagnava il suo suicidio. Che Kurt non abbia saputo reggere a quella che ai suoi occhi era forse un sconfitta troppo grande, ovvero non riuscire più ad emozionarsi con la passione della sua vita? Omicidio per invidia o suicidio per malessere? Queste le domande che si pongono sulla morte di un personaggio mitico come mitica è la sua frase sul suo insuccesso:’’E se ti diranno: “Questo non ci piace, levatevi dai piedi”? disse una giornalista, e lui rispose : “Oh be’. Per me possono pure andare affan***o”.

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...