Caro Giorgio, ti scrivo perché…

napolitano-giorgio

Caro Giorgio,

perdona l’irriverenza dei miei 17 anni evitando le formalità e dandoti del TU, ma chi mi conosce sa che posso essere molto peggio. Sono stanco, Giorgio, davvero stufo e non mi rimane che condividere i miei pensieri con te, che sei ancora il nostro Presidente della Repubblica. Mi rivolgo direttamente a te perché sei sempre stato un uomo capace e al momento giusto hai saputo pungere a dovere, senza cadere in sciocca demagogia o favorendo una parte specifica del Parlamento. Una persona che ha collaborato alla nostra Resistenza penso possa capire il sentimento profondo che mi lega alla mia nazione, il dispiacere di vederla pian piano capitolare fra le mani di mille cicale che non  vedono mai la fine della loro estate. So bene che sei impegnato in questi giorni, alla tua età, in cui preferiresti essere in pensione su una panchina a leggere il giornale con la bombetta in testa, devi salvare la nazione un’altra volta (a quante siamo?), ma ti chiedo di ascoltarmi.

Scegli bene. Fra le tue mani c’è il mio futuro, quello dei ragazzi della mia età e quello dei nostri genitori, e capisco che è una responsabilità che scotta per un solo uomo, ma devi decidere. Non hai molta scelta fra la mandria di cretini che verranno a trovarti, i problemi economici stanno soffocando le famiglie e loro pensano a giocare a nascondino.

Chiedi ogni tanto a te stesso perché noi giovani non vediamo l’ora di andarcene dall’Italia ormai? Che non appena si presenta l’opportunità montiamo su qualunque aereo e non vorremmo più tornare? Non sto dando la colpa a te, sia chiaro. Hai pensato perché sentiamo che andando in Repubblica Ceca, e studiando seriamente, abbiamo l’Università pubblica gratuita? E la Repubblica Ceca è stata sotto il regime comunista fino a poco più di vent’anni fa, se ci pensi è più o meno lo stesso periodo che Berlusconi fa avanti e indietro da casa tua.  Forse avrai anche immaginato che sapere di andare in Gran Bretagna e non dover esser figlio dell’avvocato più importante della città mi dà ugualmente la possibilità di passare un concorso pubblico, no? Lo so quanto rimugini su quella poltrona nel tuo studio! Non dirlo a me! Al solo pensiero mi viene l’ulcera.

Io amo l’Italia, Giorgio. E’ un paese che potrebbe dare come dieci Germanie e invece cresce come uno stato del Terzo Mondo e tutto questo mi dà rabbia! E’ drammatico quello che stiamo vedendo. L’altra sera in tv ascoltavo l’intervista ad una donna in fila alla Caritas per il ritiro dei panni. La signora sta iniziando a saltare alcune cene la sera, perché altrimenti non saprebbe come sfamare i figli. Giorgio, credimi, non sono una persona dai sentimenti facili, ma vedere le lacrime di quella donna, sentire che non può mangiare per non togliere il pane di bocca ai suoi figli mi fa troppo male. Chi è il responsabile? Lo dico io, Giorgio: lo Stato. Uno Stato incapace, uno Stato non in grado di essere serio, che racconta le barzellette invece di rivelare la vera situazione dei mercati, uno Stato che non è in grado di cambiare, che sembra divorato da un cancro che rigetta qualsiasi chemioterapia. Tu mi diresti di aver fiducia nelle istituzioni, ma fiducia in chi? L’attesa di questo Messia ormai è una perdita di tempo, sono uno peggio dell’altro! Non trovi?

Scegli quello che secondo il tuo fiuto può davvero fare qualcosa per noi. Ma ti chiedo un’altra cosa: non pensare esclusivamente all’economia, pensa anche al nostro futuro. L’economia senza futuro è come una macchina senza ruote. Io voglio andare via, c’è anche Alessandro in mezzo a quelle migliaia di ragazzi che non vede il suo domani in Italia. E’ brutto, è vergognoso aggiungerei. Però non vedo altro modo, come faccio a stare in un paese dove i cittadini sono l’ultimo problema? Il futuro non esiste in uno Stato in cui quasi il 40 % dei giovani è disoccupato e le veline si fanno largo fra la folla. Io ti parlo da giovane, pensa anche a noi durante le consultazioni. Ripongo in te la mia fiducia, convinci i tre onorevoli a chiudere i giochi e i ricatti. Fallo per noi.

Alessandro Raponi

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...