Grilli, giaguari e un cavaliere

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di Alessandro Raponi. Ci sono un grillo, un giaguaro e un cavaliere… Sembra l’incipit di una barzelletta, invece è il risultato effettivo delle nostre elezioni politiche. I sondaggi che le varie agenzie hanno commissionato in vista della votazione hanno lasciato a bocca asciutta parecchi di noi. Se le proiezioni alle 15,01 di lunedì 25 febbraio conferivano la vittoria all’onorevole Bersani, all’incirca un’ora più tardi lo stupore generale è cresciuto vedendo come nelle varie regioni i punti del PDL aumentavano consistentemente rispetto a quanto preannunciato. Le dirette dalle sedi dei due partiti mostravano all’inizio volti sereni e rilassati nei gazebo del Pd, mentre facce depresse e tese in quelli del Pdl. Dopo un po’ tutto si era ribaltato.

Risultati: PD al 31,6 %, PDL 30,7 %, M5S 23,8% al Senato; PD al 29,5 %, PDL al 29,2 %, M5S 25,6% alla Camera.

Tutto ciò si spiega da solo e con l’attribuzione dei seggi la cosa è diventata man mano più chiara. Ormai sono giorni che non si fa altro che parlare delle eventuali possibilità per il nuovo governo, ma sembra non ci sia soluzione che tenga. Il partito attorno al quale gravitano tutte le nostre attenzioni è il Movimento 5 Stelle, capitanato da Beppe Grillo. Il movimento, che ha ottenuto una miriade di voti alla sua prima presentazione elettorale, non ha intenzione di schierarsi con nessuno, sempre sul filo della protesta e dell’irriverenza. Da parecchio tempo mancava in Italia un partito che facesse tremare in questo modo lo scenario politico e istituzionale: fosse la volta buona che con un po’ di paura ci si mettesse tutti i giorni a lavorare in Parlamento, invece di scaldare la sedia giocando a Ruzzle con l’I-phone? Forse è possibile, ma c’è da dire che l’insoddisfazione è tanta quanto la spossatezza di ascoltare continui lamenti e parole vuote da una politica in declino rappresentata dal Giaguaro e dal Cavaliere. Probabilmente il popolo ha iniziato ad ascoltare nelle piazze il grido di disapprovazione, scontentezza e disgusto che soffocava in sé da ormai troppo tempo. Grillo ha proposto una politica fatta di bellezza, morale e onestà. E’ logico che per giudicare è necessario attendere le azioni del M5S, vedendo se si tratta o no di aria fritta come sempre.

La cosa che sorprende è la facile capacità di subire raggiri da parte di noi italiani: lo dimostra la grossa fiducia che questi riservano ancora –dopo la serie di scandali ripetuti e processi ancora aperti- in una Destra politica dove venderebbero l’anima per arrivare in Parlamento. Il Cavaliere nella campagna elettorale ha dato il meglio di se stesso con battute ignobili e sceneggiate indecorose. Eppure, nonostante questo, ha rischiato di avere il più alto numero di parlamentari in Senato e si è conteso il primato fino all’ultimo alla Camera. Come si fa ad avere così poco rispetto per se stessi è una risposta che ci dà la storia: abbiamo sempre chinato il capo e chiuso gli occhi.

Gli scandali della sinistra esistono ma sono più tamponati dai media: quantomeno agli esponenti di sinistra va riconosciuta la grande capacità per un italiano di dimettersi –in modo abbastanza rapido, considerati i nostri tempi- quando il vaso di Pandora viene aperto. C’è da dire comunque che i suoi esponenti sono caduti in un bagno caldo di retorica e poca capacità di colpire la gente, crogiolandosi nella sicurezza di una vittoria annunciata.

Grillo, da bravo saltimbanco, ha saputo invece toccare il cuore degli italiani, e ora in un modo o nell’altro è lui a dettare legge e a far tremare un Cavaliere e un Giaguaro. Curioso a cosa siano arrivati i grilli oggi.  La politica non può fare a meno di lui e lui sembra non aver bisogno di nessuno. Ma la stabilità politica è necessaria, e non l’abbiamo.

Siamo senza governo, senza papa e fra poco saremo senza Presidente della Repubblica. Chi vuol esser lieto sia: di doman non c’è certezza.

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