Il sorriso di Dioniso

di Ilaria Di Marco.

Chi è Dioniso?

nebrodi-dionisio-300x222Dioniso è il dio venuto da lontano, è lo straniero per eccellenza, è l’ uomo che cerca un posto nel mondo. Vagabondo, orfano, fuggitivo per l’ ira di Era; la sua patria, Tebe, lo rifiuta, e non gli è concesso di salire all’ Olimpo. La sua figura è legata soprattutto al vino, fonte di inibizione ma anche di verità ( in vino veritas) come se la follia indotta dal  dio fosse l’unica cosa reale. Ed è proprio la verità ciò di cui è in cerca: vuole essere riconosciuto come il figlio di Zeus, nato per la seconda volta dalla sua coscia dopo che la madre Semele era rimasta folgorata dalla bellezza dell’ amante. Si tratta però di una verità irrazionale perché il divino non può essere compreso razionalmente: infatti chiunque provi a negare con la ragione la sua natura di dio diviene pazzo. È il caso di Penteo, suo cugino, che tenta di cacciarlo dalla città ma, essendo divenuta la madre Agave una baccante, ossia una seguace di Dioniso, egli diventa vittima di sé stesso: crede che vestendosi da menade possa introdursi tra queste e spiarle, ma la madre lo scambia per un leone e lo sbrana, per poi portare la sua testa in trionfo per la città.

Agghiacciante è un passo delle Baccanti di Euripide dove Dioniso e Penteo si scambiano alcune battute equivoche poco prima di partire.

Penteo: Mia madre.

Dioniso: Per tutti insigne.

Penteo: Vado per questo.

Dioniso: Ritornerai portato…

Penteo: E’ una delizia!

Dioniso: …tra le braccia di tua madre.

Penteo: Tu mi vuoi viziare.

Dioniso: Sì, con questo genere di vizi.

Penteo: Ho quel che mi merito.

(trad. L. Correale)

Il lamento di Agave quando si accorge dell’ accaduto non è solo il lamento della madre che ha perso il proprio figlio, ma simbolicamente rappresenta il dolore della civiltà greca che per lotte di potere al suo interno ha finito per infliggersi una tragica fine: distrutta la sua parte più razionale, Penteo è costretto a sottomettersi allo straniero, Dioniso, e quello che sembrava il successo della singola polis diventa il tramonto di tutte.

Ecco che il dio si fa portavoce di un destino avverso e tristemente ironico, da accettare a braccia aperte per non soccombere.

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