Madrid: la città che sa emozionare

di Luca Biancone.

Forse è vero, viaggiare a volte è fin troppo stancante, costoso, a volte persino preoccupante e il più delle volte il dubbio che “il gioco non valga la candela” salta alla mente. Tuttavia non posso credere che una volta tornati a casa si possa essere totalmente insoddisfatti di un viaggio! Per me, come per tutti i viaggiatori che possano essere definiti tali, ogni viaggio è un’esperienza unica, dove allargare i propri orizzonti e le proprie conoscenze, dove imparare e scoprire, dove emozionarsi ed allargare il cuore per far posto a qualcosa che mai più potrà abbandonarci. Amo viaggiare, ed è per questo che ho deciso di scrivere questa rubrica, perché vorrei che tutti potessero comprendere l’importanza del vedere, del sapere e dello sperimentare in maniera diretta, e perché la gente possa partire con un po’ più di voglia ed essendo sicuri che, ritronati, il loro peso sarà aumentato non solo per il cibo che avranno mangiato, ma anche per la cultura, le sensazioni e le esperienze che saranno entrate materialmente dentro i loro corpi, contribuendo alla formazione e alla crescita di loro stessi. Dunque, dopo questa breve introduzione, siamo pronti per iniziare il nostro tour attraverso alcune tra le località più importanti del nostro Pianeta, arricchendo il tutto con le mie esperienze personali, che, almeno spero, influenzeranno positivamente le vostre partenze.

Il primo luogo dove desidero far viaggiare la vostra fantasia è la Spagna, Paese a me molto caro, e in particolare voglio farvi conoscere la sua capitale: Madrid.

Questa città, che spesso viene sottovalutata, è un vero e proprio mix di culture, tradizioni, etnie capace di emozionare chiunque riesca a coglierne lo spirito che è nascosto tra la frenesia tipica delle grandi città e l’aspetto monumentale che in un primo impatto salta all’occhio dei turisti.

A questo punto arriva il primo consiglio: Madrid è una città totalmente da vivere! Con questa affermazione, che potrebbe sembrare anche un po’ scontata, intendo che durante la vostra permanenza non potete farvi prendere dalla pigrizia, né dovete semplicemente preoccuparvi delle visite culturali. Divertitevi, andate a ballare, rientrate in camera a notte inoltrata, svegliatevi con calma e adeguatevi completamente agli orari spagnoli, vale a dire pranzo dopo le 14.00 e cena dopo 22.00!

Premesso ciò, entriamo più nel dettaglio e vediamo cosa non perdere, considerando che non si può dire tutto di una località in qualche riga.

Cominciamo dal Templo de Debod, antico tempio egizio, importato in Spagna durante gli anni ’60 come ricompensa per l’aiuto che gli spagnoli diedero nella salvaguardia di alcuni templi che rischiavano di essere distrutti per la costruzione della diga di Assuan. El Templo de Debod attualmente si trova a fianco del Paseo del Pintor Rosales, sopra un colle dove si trovava il Cuartel de la Montaña (entrato nella storia per un sanguinoso episodio che vi si verificò durante la guerra civile spagnola), ad ovest di Plaza de España. Parlare di questa tappa dopo che vi ho appena consigliato di non pensare solamente all’aspetto monumentale della città potrebbe sembrare un po’ contraddittorio, in realtà non è così in quanto questo tempio, pur appartenendo ad un’altra civiltà, riesce a trasmettere una quiete ed una pace che raramente si può scorgere in una metropoli. Vi consiglio, inoltre, di visitare questo luogo così affascinante soprattutto al tramonto, ovvero quando la sua magia è ancora più palpabile. Per concludere desidero fare un appunto molto veloce: questo è un luogo particolarmente adatto alle coppiette in cerca di romanticismo.

Uscendo dal tempio attraverso un parco che gode di un’ottima vista su parte di Madrid, il consiglio che vi do è di proseguire verso il lato più “americano” della capitale, visitando Plaza de España, poc’anzi citata. Questa importantissima piazza è caratterizzata da numerosi grattacieli tra i quali la Torre de España e l’edificio España. Nel centro inoltre si trova un’imponente fontana dedicata a Miguel de Cervantes. Lasciandoci alle spalle questo luogo che ci fa entrare nell’atmosfera della grande città, ci addentriamo in una delle vie più spettacolari che possiate vedere in Europa, ovvero la Gran Via . Questa “calle”, che in spagnolo significa strada, comincia dalla Calle de Alcalà e arriva fino a Plaza de España, ed è assai particolare. Difatti la sua costruzione iniziò nel 1910, e fu poi ampliata con il passare dei decenni. Dunque è interessante vedere come questa strada, simbolo della modernità, dell’agitazione e della cultura del popolo spagnolo, sia elegantemente affascinante per i suoi edifici che ricordano la New York della prima metà del secolo scorso, per i suoi numerosi negozi e caffetterie, meta di amanti dello shopping di qualunque tipo, e per i suoi numerosissimi teatri e sale cinematografiche, che le hanno conferito il nome di “Broadway madrileña”.

Passeggiarvi è un’autentica emozione, ed è forse uno dei luoghi più adatti per scoprire la realtà pulsante del popolo di questa nazione. Ecco il secondo consiglio: attraversatela più di una volta, possibilmente in orari differenti, per apprezzarne tutte le qualità. Per esempio la mattina verso le 10 è poco affollata ed è perfetta per prendere un caffè in uno dei suoi Starbucks o fare un po’ di shopping in piena tranquillità, altrimenti potete tornare nel tardo pomeriggio verso il tramonto, e ripassarci dopo cena prima di fare ritorno in hotel per guastare lo spirito giovanile della Spagna. Infatti durante la fascia oraria serale-notturna la Gran Via offre delle esperienze particolari che travolgono i turisti nella cultura e nel folklore madrileño, esperienze che variano dal vedere i negozi aperti fino a tarda notte, all’incontro con escort di ogni tipo, fino alla conoscenza, magari in qualche caffè o discoteca, con qualche ragazzo/a proveniente da chissà dove, considerando  anche che l’atmosfera a Madrid spinge chiunque a fare nuove conoscenze e nuove amicizie.

Torniamo al nostro giro turistico, poco lontano dalla Gran Via, c’è Puerta del Sol, tra i luoghi storici più importanti della città, che vi consiglio di visitare per lo più durante le ore di luce per apprezzare al meglio ogni particolare.

Passo ora al terzo consiglio: i ristoranti della zona compresa tra Puerta del Sol e la Gran Via sono i migliori, sia dal punto di vista economico che gastronomico.

Una volta che avete terminato “la vuelta” di questa parte di Madrid, dovete assolutamente visitare Plaza Cibeles. In questa piazza, dove si trova l’omonima fontana in cui è raffigurata la dea Cibeles, ha anche sede il Palacio de Comunicaciones, imponente e suggestivo edificio, attuale sede del “ayuntamiento”, ossia il comune, di Madrid. Sarò sincero con voi: ho visto molti edifici imponenti e maestosi in varie città, ma questo è tra i miei preferiti. Appena lo si vede, si ramane senza fiato per qualche secondo, tale è la sua magnificenza.

A questo punto il percorso è arrivato ad un bivio ed occorre fare una scelta: la prima opzione è quella di  proseguire dritti ed arrivare a Plaza Independencia, situata sulla calle de Alcalà, accanto all’entrata principale del Parque del Ritiro. Proprio qui dal 1599 al 1759 si erigeva la porta antica che però non era di gradimento a Carlo III, che perciò la face abbattere e diede inizio alla costruzione di quella attuale, ugualmente imponente ed affascinante.  Una volta vista la Puerta de Alcalá, è d’obbligo il giro nel Parque del Ritiro, citato or ora. Questo polmone verde, di notevole estensione, vanta una lunga lista di monumenti, e la sua parte più intrigante é sicuramente il suo laghetto. Quarto consiglio: fate il giro sul lago con le tipiche barchette a remi, che offrono a turisti e cittadini un divertimento particolarmente rilassante ed emozionante allo stesso tempo.

Ma torniamo al bivio: se per caso doveste decidere di non voler proseguire per la calle de Alcalà, il mio consiglio è quello di svoltare a destra e proseguire per il Paseo del Prado per incontrare dopo circa 500m il museo del Prado, tappa imprescindibile della nostra “inmersion madrileña”.

Entrambe le alternative sono valide, e se il tempo lo permette il mio consiglio é quello di seguirle tutte e due. L’unica nota che devo fare, considerabile come il quinto consiglio, è quello di pranzare in una tavola calda tra le numerose che si possono trovare poche centinaia di metri dopo il Museo del Prado, prima di arrivare alla Estación de Atocha.

Tra i piatti tipici, a mio giudizio, i migliori sono “el bocadillo con los calamares”, ovvero un fantastico panino con i calamari, e i vari tipi di “jamón ibérico”, ossia i vari tipi del prosciutto tipico della penisola iberica.

Siamo giunti al termine del nostro percorso. Come premesso non sono riuscito a citare, descrivere e consigliare tutto quello che Madrid potrà offrirvi; tuttavia spero che, dopo aver letto questo articolo, siate più consapevoli di quanto questa città possa trasmettere. Ogni viaggio è emozionante, ma questo in particolare, e, se vissuto correttamente, può insegnare molto a colui che riesce a penetrare nello spirito di Madrid.

Dunque, per concludere, spero vivamente che qualcuno, dopo aver letto queste indicazioni, decida di partire per la Spagna, e che, seguendo i miei consigli, possa tornare in Italia essendo una persona più aperta, più colta, più rilassata e soprattutto più completa, proprio come è successo al sottoscritto.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Complimenti! Hai fatto una buona immersione. Vivo a Madrid da tanti anni e sono proprio d’accordo con te: è una città totalmente da vivere e aggiungo, come molti dicono “como se vive aquí no se vive en ninguna parte!”

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