One billion: un’iniziativa contro la violenza sulle donne

 

di Alessandra Donati. 

ONE BILLION WOMEN VIOLATED IS AN ATROCITY

ONE BILLION WOMEN DANCING IS A REVOLUTION:

“due milioni di donne abusate è un’atrocità, due milioni di donne che ballano è una rivoluzione”1br-logobg-web

When: 14 febbraio. Where: mondo Who: donne e uomini di ogni cultura ed etnia What: flash mob

Why: una donna su tre nel mondo è stata vittima di abuso o violenza.

Queste, in breve, sono le coordinate di ONE BILLION RAISING, iniziativa volta a sconfiggere ogni forma di violenza di genere, fenomeno che ha le sue radici nella notte dei tempi; fenomeno così complesso e trasversale da essere difficilmente sintetizzabile. One billion raising non è solo un evento, ma un obiettivo, una rivoluzione (così si spera, almeno!). E’ una danza collettiva volta a risvegliare le coscienze e incanalare in un grido di ribellione ogni frustrazione, ferita e abuso inferta a una donna a causa della sua condizione minoritaria. Alla stessa ora, in tutto il mondo, donne e uomini di nazionalità diversa, balleranno con gli stessi passi, per rompere quelle catene invisibili o meno che legano e costringono gli individui a stereotipi di genere, ad aberranti usanze come mutilazioni genitali e lapidazione, a sfruttamento sul lavoro e violenze domestiche.

Migliaia di associazioni e organizzazioni di 189 paesi hanno già aderito. In Italia, 70 sono le città che hanno risposto all’appello. Per fortuna anche Latina fa parte (ancora) del mondo: il 14 febbraio, alle16,30, in piazza del Popolo, un gruppo vestito in nero e rosso e coordinato dal centro donna Llith e dal Se non ora quando(Latina), eseguirà la coreografia di protesta con il supporto dell’assessorato alle pari opportunità del Comune. Le prove di preparazione al flash mob si svolgeranno nel Liceo Manzoni mercoledì 6 e mercoledì 13 alle 15,15; l’evento è ovviamente esteso anche a chi non è esperto nell’ arte della danza…la coreografia infatti è molto semplice e intuitiva. Più che la bravura e l’agilità del corpo, è richiesta sensibilità, interesse e convinzione nella causa.

L’evento è senza dubbio un importante segno di civiltà e un’opportunità di consapevolezza che speriamo non si trasformi in una parentesi mondana per la nostra città, in clima di campagna elettorale. L’impegno contro la violenza sulle donne, infatti, è frutto di un lavoro costante e di un cambiamento culturale profondo che associazioni e centri anti-violenza compiono ogni giorno da anni sul nostro territorio. Nelle scuole, sul posto di lavoro, in fabbrica, dall’estetista, in famiglia, in palestra, in ogni luogo vogliate, c’è sempre tempo per iniziare la “rivolta”.

A global strike
una protesta globale                                                                                                                                                               

An invitation to dance
un invito a ballare
A call to men and women to refuse to participate in the status quo until rape and rape culture ends
un invito a uomini e donne a rifiutarsi di partecipare al loro status quo finché la violenza fisica e culturale non sia cessata
An act of solidarity, demonstrating to women the commonality of their struggles and their power in numbers                                                                                                                                                                                un atto di solidarietà per dimostrare alle donne la comunanza alle loro battaglie e il loro grande potere in numeri
A refusal to accept violence against women and girls as a given
un rifiuto di accettare la violenza sulle donne e le bambine come un dato di fatto                                                                      
A new time and a new way of being
una nuova epoca e un nuovo modo di essere

http://onebillionrising.org        http://www.youtube.com/watch?v=gl2AO-7Vlzk

“I rise with mothers, daughters, and sisters of Africa to end the practice of female genital mutilation.”

Isatou Touray, Gambia

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