Matrix

di Ilaria Di Marco 

The Matrix has you.

Pillola rossa o pillola blu. Pillola rossa, scopri quant’ è profonda la tana del bian coniglio, pillola blu, ti risvegli pensando che sia solo un sogno. Cosa scegliere? Che cosa è reale, il mondo come crediamo di conoscerlo attraverso i nostri sensi o quello in cui ci porta una smisurata sete di conoscenza, come Alice nella tana del coniglio appunto?

Queste sono le domande che si pone Neo, protagonista di questo film, quando uno sconosciuto di nome Morpheus gli chiede di scegliere se continuare a vivere nella finzione o scoprire la verità. Il mondo in cui vive Neo, infatti, è solo una finzione chiamata Matrix, un programma creato dalle macchine per illudere le persone di vivere una vita normale mentre queste si nutrono della loro energia vitale. La terra è solo un cumulo di macerie, il cielo è oscurato da nubi e i pochi umani rimasti vivono sottoterra.

In questo scenario apocalittico un piccolo gruppo di ribelli prova a distruggere le macchine confidando nell’ aiuto dell’ Eletto, colui che ha il potere di vincere questa guerra. Un po’ come nel mito della caverna di Platone, Neo smette di vedere solo l’ ombra della propria esistenza, l’ immagine residua di sé; sceglie la pillola rossa.

Il film, uscito nel 1999, fu il primo a utilizzare la tecnica del bullet time, effetto speciale che consente di vedere ogni momento della sequenza al rallentatore, mentre l’ inquadratura sembra girare attorno alla scena alla velocità normale; questa novità s’ inspira in parte ad una vecchia tecnica fotografica chiamata time-slice.

Matrix offre diversi spunti di riflessione, oltre al tema della realtà. Uno dei più evidenti è il libero arbitrio e il destino.

Quando Morpheus comunica a Neo che lui potrebbe essere l’ Eletto, questo non gli crede e capovolge la predizione dell’ oracolo morendo al posto dell’ amico. Il suo destino, però, è comunque segnato: lui è l’ Eletto e non può sottrarsi al compito di liberare l’ umanità.

Così come in Matrix, dove ogni cosa era stabilita dalla macchina, anche nel mondo reale sembra esserci qualcosa di superiore che li governa tutti.

Altro tema trattato è il rapporto tra l’ uomo e l’ ambiente circostante.

L’ uomo, come dice l’ agente Smith nel film, appare come un parassita, che, incapace di ambientarsi naturalmente con l’ ecosistema, ne prosciuga ogni risorsa fino a dipendere da macchine per la propria sopravvivenza. Ma come si è arrivati al dominio di queste? Il film non dà una risposta definitiva, ma pare che il progresso tecnologico abbia dato loro la capacità di autogestirsi, quindi d’ intendere e di volere. Cosa le rende quindi macchine?

Nel ritmo incalzante delle scene d’ azione questa ed altre problematiche vengono proposte allo spettatore, a voi le risposte.

 

Regia e sceneggiatura: fratelli Wachowski

Fotografia: Bill Pope

Genere: Fantascienza, azione

Anno di uscita: 1999

Durata: 136 min

Paese di produzione: USA, Australia

 

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