Le olimpiadi

di Jacques Ferrand

Dalle origini in Grecia a de Coubertin

Se alle olimpiadi di Londra del 2012 abbiamo potuto apprezzare la straripante corsa del fulmine Usain Bolt e le nuotate spalla a spalla tra gli americani Lochte e Phelps, lo dobbiamo anche agli antichi Greci. Un doveroso tributo per il popolo che si è reso autore dell’invenzione dei primi giochi dell’antichità. Nati nel 776 a.C., i giochi olimpici facevano parte di un calendario di competizioni molto vario che abbracciava l’intero anno solare. Durante la celebrazione di queste gare, i conflitti tra le poleis venivano sospesi e la pace regnava sovrana. La prima e più importante gara, principe di tutte le competizioni, era lo stadion, una corsa su un tracciato sterrato lungo poco meno di 200 metri, mentre poco a poco furono aggiunti diversi tipi di corsa, lancio e combattimento.  La conquista della Grecia da parte di Roma portò alla progressiva diffusione dei giochi in tutto il bacino del Mediterraneo che tuttavia furono aboliti dall’imperatore Teodosio in quanto avevano perso il significato originale di gara leale e onesta( la corruzione dilagava e le corse si vendevano più o meno come la frutta al mercato settimanale).

L’idea fu ripresa nel 1892 dal barone francese Pierre de Coubertin ( l’ideatore del motto “l’importante non è vincere, ma partecipare”), che notò in prospettiva l’utilità di una competizione che riunisse tutti gli Stati del globo. In seguito alle sue insistenti pressioni, fu approvata l’istituzione di un comitato olimpico internazionale, che inizialmente fissò per il 1900, in concomitanza con l’Esposizione Universale, la I edizione dei giochi olimpici moderni a Parigi. Fu però anticipata al 1896 e si decise di svolgerla ad Atene:  vi parteciparono 241 atleti provenienti da 14 nazioni. Tra essi, Alfred Hajos, il quale, all’età di 13 anni, dopo la morte del padre annegato nel Danubio, aveva sentito la necessità di diventare un bravo nuotatore. Le prime gare di nuoto olimpiche si svolsero nella baia di Zea, con l’acqua a 13 gradi. Hajos vinse i 100 e i 1200 metri stile libero nello stesso giorno. Per la gara più lunga, gli atleti furono portati al largo da un’imbarcazione e poi tornarono a riva a nuoto.

La specialità a cui i Greci tenevano maggiormente, la maratona, fu vinta da Spyridon Louis, con oltre 7 minuti di vantaggio sul secondo (che si era attardato a festeggiare con la folla) e pare che si fosse a un certo punto fermato a bere un bicchiere di vino. Infatti alcuni dei partecipanti, non più di una decina all’arrivo, stremati e sfiancati, si erano fatti trasportare da un carretto, con conseguente squalifica. I giochi olimpici, erano ancora poco rinomati e la prima olimpiade degna di nota sarà nel 1936 e passerà alla storia per lo strabiliante risultato della rappresentativa italiana.

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